"Un giorno vedrete", ha detto il candidato alle primarie repubblicane
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"Tornerei al waterboarding e recupererei un mucchio di cose ben peggiori". Donald Trump torna a far parlare di sè promettendo, in caso di vittoria alle presidenziali statunitensi, violente torture: "Un giorno vedrete", ha detto il candidato alle primarie repubblicane senza tuttavia svelare cosa avesse in mente oltre alla reintroduzione della "tortura dell'acqua" diventata nota per l'utilizzo a Guantanamo.
Cos'è il waterboarding - Il waterboarding è una pratica di interrogatorio, anche detta tortura dell'acqua, che consiste nel mettere l'interrogato con la testa sott'acqua, per fargli credere di stare annegando. E' emersa in un rapporto della commissione Intelligence del Senato statunitense come una delle tecniche usate dalla Cia per torchiare sospettati di terrorismo dopo gli attacchi alle Torri Gemelle.
I canditati repubblicani a favore dei raid in Libia - Intanto tutti i candidati alle primarie del Partito repubblicano dicono sì a un intervento in Libia contro l'Isis. Jeb Bush chiede nuovi raid "in concerto con gli alleati arabi ed europei" mentre Marco Rubio parla della necessità di azioni aeree e "di terra guidate dagli Usa". Per Donald Trump, invece, è necessario "prendere il controllo del petrolio per togliere potere all'Isis". Per Ted Cruz servono "bombardamenti a tappeto".