Le"falle della tabella mostrata dal tycoon
di Eliano RossiI primi ad accorgersi che qualcosa non andava nei calcoli dei dazi di Donald Trump sono stati i pinguini dell’isola Mcdonald, nell’antartico. Nonostante sia disabitata dall’uomo, è stata colpita da un’imposta del 10%.
Poi anche il resto del mondo è arrivato alla stessa conclusione. Ma come ha fatto Trump a calcolare questi dazi? La formula è semplice: si prende il deficit commerciale degli Stati Uniti verso un determinato paese - cioè la differenza tra il valore dei beni che Washington importa e quelli che esporta - e lo si divide per le importazioni totali. Poi si fa un gentile "sconto" del 50%.
Prendiamo il caso dell’Europa: il dazio del 20% e' il risultato del suo surplus verso gli Stati Uniti - 236 miliardi, diviso il totale delle esportazioni - 606 miliardi, che fa 0,39. ovvero il 39%. applicando lo sconto di Trump, si ottiene il 20%.
Questo metodo apparentemente "reciproco" nasconde in realtà un trucco: i dazi non colpiscono chi, per dirla come Trump, "frega" gli Stati Uniti, ma solo chi è più competitivo nel commercio di beni. Infatti, i settore dei servizi come social media e intelligenza artificiale, dove gli Usa hanno enormi guadagni, resta fuori dal conto.