"In questa fase, essendo la tematica molto sentita dall'opinione pubblica, credo ci sia bisogno di concordia istituzionale", ha aggiunto ai nostri microfoni
Se l'abbattimento delle liste d'attesa, a otto mesi dall'approvazione della legge per il loro smaltimento, appare ancora lontano, è "per una volontà politica" delle Regioni e non per mancanza di fondi. Il ministro della Salute Orazio Schillaci, dall'Aula del Senato dove giovedì ha risposto al Question time, ha lanciato una nuova stoccata alle amministrazioni regionali. E sulla base di dati precisi: al 31 dicembre 2024, secondo i dati comunicati dalle Regioni al ministero, un quarto dei fondi totali assegnati per il recupero delle liste, pari al 24%, non è stato utilizzato. Sul tema, è intervenuto a Tgcom24 Francesco Vaia, già direttore generale della Prevenzione sanitaria presso il ministero della Salute e componente dell'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità.
"In questa fase, essendo la tematica molto sentita dall'opinione pubblica, credo ci sia bisogno di concordia istituzionale. A mio giudizio, è necessario un progetto nazionale di rilancio della sanità, di quella pubblica in particolare, e dell'accessibilità ai servizi. La gente percepisce come una sorta di ricatto odioso il fatto che magari le liste sono bloccate e che se, invece, si rivolge all'intramoenia o al privato può ottenere subito ciò che deve ottenere. Quindi, c'è bisogno di lavorare veramente di concerto. Ci sono però tanti problemi, perché il problema liste d’attesa nasce da molto lontano", ha spiegato Vaia.