I riformisti sono molto critici rispetto alle posizioni di Schlein su questi temi
di Donata RivoltaAvanti contro il Jobs Act. Alla direzione Pd la segretaria Elly Schlein ribadisce il sì del partito ai referendum, compreso quello contro il Jobs Act, la legge sul lavoro voluta da Renzi quando era segretario dem, che provocò l'uscita dal partito di molti esponenti tra cui proprio Elly Schlein. La segretaria schiera dunque il partito a fianco del leader della Cgil Landini: "È una legge vecchia di dieci anni, ampiamente superata - dice Schlein - siamo in un'altra stagione, nel Paese, nel mondo del lavoro e anche nel partito". Una posizione che non piace all'ala riformista del Pd, contraria al referendum sul Jobs Act proprio perché rappresenta un ritorno al passato. Ma Schlein esorta anche chi non è d'accordo ad andare al voto, per raggiungere il quorum.
I riformisti sono molto critici anche rispetto alle posizioni di Schlein in politica estera, molto più vicine a quelle di Conte e dei 5 Stelle: "Non siamo con Trump e il suo finto pacifismo e non siamo con l'Europa per continuare la guerra - dice Schlein -, siamo per un'Europa diversa, unita e protagonista per costruire la pace giusta". Affermazioni che hanno sottolineato la spaccatura e provocato la reazione dell'ala riformista: "Non è stata l'Unione a voler continuare la guerra - replica Pina Picierno - è sempre stato Putin a rifiutare il dialogo".