la sua storia ha commosso l'abruzzo

Chieti, fine della fuga per Olivia: il randagio finito per sbaglio in canile torna dal suo branco | I volontari: "Una gioia immensa"

Con la telenarcosi l'animale è stato recuperato a Fossacesia (Chieti) e, al risveglio, sarà riportato a Lettomanoppello (Pescara): "Percorreva anche 30 chilometri al giorno, era imprendibile"

di Gabriella Persiani
02 Apr 2025 - 18:30
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© Tgcom24  | Per gentile concessione di Lida Ortona
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Ora solo sorrisi e abbracci, dopo una settimana di palpitazioni e angoscia da parte di una regione intera, l'Abruzzo. E' stata recuperata dopo numerosi tentativi Olivia, il cane randagio che viveva in branco a Lettomanoppello e che dopo la sterilizzazione, per un disguido, era finito in un canile a cinquanta chilometri da casa, a Ortona. Da lì era fuggita nel tentativo di tornare nel suo territorio con i suoi. "E' una gioia immensa", commentano a caldo i volontari della Lida Ortona che si lasciano immortalare sorridenti in una clinica veterinaria mentre aspettano il risveglio della fuggitiva catturata a Fossacesia grazie alla telenarcosi. Pronti poi per partire alla volta di Lettomanoppello. E l'Abruzzo tira con tutti loro un sospiro di sollievo.
 

La fuga di Olivia

 Da giorni la vicenda aveva tenuto tutta la regione con il fiato sospeso. "Olivia - racconta la Paola Stollavagli, vicepresidente di Lida Ortona - era imprendibile. La sua natura selvatica come un lupo non ci permetteva di recuperarla e riportarla in sicurezza dal suo branco, che vive in tutta tranquillità in una cava di Lettomanoppello, a 50 chilometri dal canile dove era stata rinchiusa e dal quale era evasa".

"Disperavamo di prenderla - confessa - e ora è una gioia immensa aspettare che si risvegli per riportarla a casa sua. Percorreva 30 chilometri al giorno, ma era troppo lontana per riuscire nella sua impresa. Ed è di un'intelligenza incredibile: ormai riconosceva la mia auto e quella degli altri volontari. Non l'associava neanche più al cibo, pur se è una grande opportunista, ma alla fuga".

"E' stato davvero un miracolo, dunque, riuscire a catturarla - continua la volontaria - e io, da istruttore cinofilo, non ho mai conosciuto un cane così diffidente con l'uomo come lei. Ha una natura semiferale da generazioni, ma è anche vero che i diversi tentativi di cattura per la sua sterilizzazione devono averla ulteriormente stressata e traumatizzata. Impensabile dunque usare una gabbia-trappola anche questa volta".
 

E dopo giorni di "caccia" e preoccupazioni, finalmente, il lieto fine. "Grazie al tam tam social la seguivamo a distanza dalle 12, attendendo l'arrivo da Avezzano dell'esperto Raffaele Bisegna, già noto alle cronache per il suo talento da 'cecchino'. Solo lui che aveva catturato il leone di Ladispoli, poteva recuperare Olivia. E tanto è stato. Un ringraziamento dovuto a tutti, all'Associazione Nazionale Vigili del Fuoco in congedo Frentana Sangro Aventino e alla nostra veterinaria Cristina Perilli".

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