DOMANDE SENZA RISPOSTA

Acerra, dalla casa ripulita alle analisi sui cani: ecco cosa non torna nella morte della piccola Giulia

Il legale del padre, indagato per omicidio colposo, sostiene che nonni, mamma e zia della bimba sarebbero entrati nell'appartamento quando ancora non erano stati sistemati i segnali di sequestro dei locali e che non c'era alcuna volontà di occultare le prove

21 Feb 2025 - 19:22
 © Ansa

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E' mistero fitto sulla morte della piccola Giulia, la bimba uccisa dal pitbull di famiglia ad Acerra mentre era in casa con il papà, ora indagato per omicidio colposo. L'appartamento sarebbe infatti stato ripulito dai familiari la mattina dopo la morte della piccola, secondo quanto racconta "Repubblica", ma, dice l'avvocato del padre Vincenzo Loffredo, senza "alcuna intenzione di occultare prove". C'è poi il nodo dell'analisi delle feci dei due cani (oltre al pitbull in casa c'era anche un meticcio), effettuato per riscontrare tracce organiche della bimba uccisa: dai primi esiti dell'autopsia sulla piccola, pare che ci siano segni di morsi di un cane. E ancora, le due versioni del padre: inizialmente avrebbe detto che la figlia era stata aggredita da un cane randagio per poi raccontare di averla trovata in una pozza di sangue, agonizzante, al risveglio, scoprendo che era stata sbranata dal pitbull. 

Il legale: "Entrati solo per prendere una foto"

 A entrare nella casa dopo la morte di Giulia, domenica mattina, sarebbero stati la mamma della bimba, i nonni, la sorella e la cognata del papà, che volevano prendere delle foto della piccola. "Erano le 8 del mattino - chiarisce l'avvocato Luigi Montano - e chi è entrato non sapeva che l'appartamento fosse sotto sequestro. Avevano solo intenzione di prendere una foto della bambina. Una volta in casa, hanno deciso di pulire la stanza. I sigilli sono stati sistemati dopo". 

La casa e i sigilli

 In realtà, domenica mattina sulla porta dell'appartamento, nel rione IceSnei di Acerra, l'avviso di sequestro c'era, ma i familiari al loro legale hanno detto che è stato sistemato solo dopo che erano entrati in casa. 

La versione del padre

 Il padre, ascoltato in Procura, ha sostenuto la sua seconda versione: si sarebbe addormentato accanto alla piccola, senza accorgersi di nulla. E al risveglio, avrebbe intuito che la bimba era stata attaccata dal cane dopo aver notato sul corpicino i segni dei morsi. E l'avrebbe portata, ormai agonizzante, alla clinica Villa dei Fiori, poco lontana.

I due cani e le analisi

 Ora i due cani, il pitbull Tyson e la meticcia Laika, sono nel canile convenzionato con l'Asl Napoli 2 a Frattaminore. Dai primi esiti dell'autopsia sul corpo della piccola si apprende che sono stati riscontrati segni di morsi compatibili con i denti di un cane. D'altra parte, sembra che il pitbull non dia segni di aggressività: il cane sarà visto da un comportamentalista veterinario. Per i risultati sulle feci, gli esiti saranno pronti tra u na decina di giorni e dai risultati si potranno verificare eventuali tracce organiche della bimba. Risolti invece i dubbi sull'assenza di sangue nella bocca del pitbull: è sufficiente che abbia bevuto per cancellare le eventuali tracce ematiche, che potranno essere rivelate solo da analisi più approfondite. 

Nei video della clinica la corsa del papà

 Le immagini delle telecamere di videosorveglianza della clinica Villa dei Fiori di Acerra hanno catturato gli attimi concitati dell'arrivo di Vincenzo Loffredo con in braccio la piccola Giulia. Anche queste immagini sono al vaglio degli inquirenti, così come quelle delle telecamere di videosorveglianza del Comune e di privati posizionate nel quartiere Ice Snei, dove la piccola viveva insieme ai genitori. Queste ultime registrazioni servirebbero per capire se Loffredo abbia lasciato la piccola da sola nell'appartamento con i suoi due cani. Nelle immagini immortalate dalle telecamere dell'ospedale, però, si vedrebbe solo la corsa del papà, che stringeva il fagottino tra le braccia, verso il pronto soccorso, dove la bimba è stata accettata in codice "rosso-molto critico".

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