No Green pass, Puzzer: dal tavolino in piazza al foglio di via per un anno da Roma
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Così ha motivato la decisione l'Agenzia per il lavoro portuale. "Mi batterò", la replica
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Stefano Puzzer, il leader delle proteste al Porto di Trieste e in generale alla guida della contestazione al Green pass, è stato licenziato dall'Agenzia per il lavoro portuale, per "giusta causa". Lo ha reso noto lo stesso Puzzer in un video postato in Facebook, in cui ha anche annunciato che si "batterà con tutte le forze contro la decisione dell'azienda".
"Non possono permettersi di portarmi via la casa. Sono un lavoratore portuale e prima o poi tornerò a fare il lavoratore portuale", ha aggiunto Puzzer.
L'azienda ha preso la decisione dopo aver inviato a Puzzer una serie di lettere di contestazione, invitandolo a tornare al lavoro perché guarito dal Covid e dunque in possesso di Green pass.
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La prima preoccupazione, ha detto Puzzer, "è stato come comunicarlo alla mia famiglia. Sapevo che era una cosa cui sarei andato incontro. Sono orgoglioso di quello che ho fatto io, i miei colleghi, i cittadini di Trieste nelle varie aziende. Questa è una conseguenza del fatto che siamo puri, che crediamo nei nostri diritti e non ci piegheremo mai a questo sistema marcio. Non siamo ricattabili".
Infine, il leader delle proteste no pass ha affermato: "Noi abbiamo fatto sempre tutto a fin di bene. Voi mi avete dato questo uovo di Pasqua e io vi darò la sorpresa. La gente come noi non molla mai, ne vedremo delle belle. Voglio bene anche a voi che mi avete licenziato".
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