Speciale Le proteste in Italia e in Europa
"L'attività produttiva è alla paralisi"

Proteste autotrasportatori, Viminale: "1.339 camionisti identificati" | Verso la rimozione dei presidi | Meloni convoca un Cdm

Sos dagli industriali di Campania e Puglia: "Siamo al collasso". La denuncia da Caserta: "Gomme tagliate, obbligati a stare fermi". Previsto per giovedì 22 ottobre un Consiglio dei ministri con un decreto ad hoc

21 Ott 2026 - 23:26
videovideo

La situazione al Sud Italia per la protesta degli autotrasportatori semnbra a una svolta. A quanto si apprende, il ministero dell'Interno ha avviato un'azione a tappeto per l'identificazione di quanti stanno attuando "in forma illegale presidi stradali che intralciano la circolazione, soprattutto in Campania". Sono centinaia i soggetti già controllati: 1.339 identificati, 71 denunciati, 242 sanzionati sul piano amministrativo. Dopo i controlli del ministero, nel Casertano si va verso la rimozione dei presidi. Inoltre, il Viminale ha disposto la scorta di numerosi mezzi di trasporto, 500 soltanto in Campania, garantendo il regolare svolgimento di molte attività di carico e scarico. Previsto, poi, per giovedì 22 ottobre un Consiglio dei ministri per l'approvazione di un decreto legge che riunisce gli interventi a sostegno degli autotrasportatori e ulteriori risorse per il comparto agricolo. In Calabria, Campania e Sicilia i manifestanti iniziano a fare dietrofront.

Decreto legge ad hoc nel prossimo Cdm

 Il governo, a partire dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, come riferiscono fonti di Palazzo Chigi, dopo gli incontri degli ultimi giorni, "è ora al lavoro per tradurre rapidamente gli impegni assunti in misure concrete e ha convocato per domani un Consiglio dei ministri per l'approvazione di un decreto legge, che riunisca gli interventi a sostegno dell'autotrasporto e ulteriori risorse per il comparto agricolo". Inoltre, il ministro dell'interno Matteo Piantedosi ha convocato una riunione in collegamento con prefetti e questori delle province interessate anche al fine di sollecitare la massima attenzione su possibili infiltrazioni criminali.

Google Preferred Site

"Liberati i presidi di Caserta e Salerno"

 Vincenzo Parisi, rappresentante degli autotrasportatori, conferma che intanto "sono stati liberati i presidi di Caserta e Salerno (Mercato San Severino), per permettere il ripristino della normale circolazione sulle autostrade. Ma camion insieme ai trattori si sono spostati allo svincolo di Pontecagnano (autostrada Salerno-Reggio Calabria)".

Anche Fedralog sospende il fermo dell'autotrasporto in Calabria

 È stata sospesa in serata anche la protesta degli autotrasportatori in Calabria. Lo annuncia Fedralog, la Federazione regionale della logistica che l'aveva proclamata. "Una decisione sofferta ma meditata - è scritto in una nota, - presa con profondo senso di responsabilità verso la collettività, le imprese, i cittadini e per la tutela della sicurezza nazionale. Abbiamo deciso di sospendere l'astensione per dare fiducia al governo e al ministero. Confidiamo che nell'incontro del 27 con il ministro Salvini arrivino finalmente le soluzioni concrete e tanto attese. In mancanza di risposte adeguate, organizzeremo un corteo verso Roma con tutti i mezzi".

Trasportatori siciliani rimuovono i blocchi

 Dopo l'incontro in Prefettura a Catania, gli autotrasportatori dell'Associazione imprese autotrasportatori siciliani, che ancora mantenevano i blocchi dei tir in diversi punti dell'autostrada Messina-Catania, davanti al porto di Palermo e in altre strade siciliane, hanno deciso di sospendere la protesta. "Abbiamo deciso di revocare il blocco dei Tir poiché abbiamo ricevuto delle rassicurazioni da parte del prefetto che anche noi siederemo ai tavoli nazionali per i confronti sul tema dell'autotrasporto", ha detto il presidente dell'Aias Giuseppe Richichi.

"Vogliamo risposte immediate"

 In una nota della mattinata, l'Unione Industriali di Napoli, delle altre quattro province della Campania e di Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani, avevano affermato che "la vertenza degli autotrasportatori richiede risposte immediate. L'attività produttiva è alla paralisi per mancanza di approvvigionamenti. Il blocco deve cessare, altrimenti i danni per consumatori e imprese diventeranno insostenibili. Il blocco danneggia l'economia di Campania, Puglia e dell'intero Mezzogiorno, compromettendo inoltre l'erogazione di servizi pubblici essenziali". Alcun manifestanti dai blocchi nel Casertano denunciano: "Gomme tagliate per non farci muovere".

E una società calabrese minaccia: "Se non finisce la protesta ci fermiamo"

 Gli effetti del blocco dell'autotrasporto sono evidenti: dalle lunghe code ai distributori di benzina, alle scorte che scarseggiano nei supermercati e ora anche qualche industriale inizia a perdere la pazienza: "Se domani (giovedì 22 ottobre, ndr) la situazione non si sblocca ci fermiamo". A dirlo è Gloria Tenuta presidente di Gias (Gruppo industriale alimentari surgelati) di Cosenza, che da domani fermerà le linee produttive per la mancanza gli approvvigionamenti di materia prima. "Su 400 dipendenti l'interruzione lascerà a casa tra i 200 e i 300 lavoratori" spiega. "Il fermo della produzione scatta già da domani perché non abbiamo più spazio dove conservare la merce e mancano gli approvvigionamenti di materia prima. Senza camion non possiamo ricevere i prodotti agricoli né spedire i trasformati".

"Non capisco il continuo ritardo nelle risposte da parte del governo"

 L'imprenditrice punta il dito contro l'assenza di interventi efficaci: "Comprendo la protesta, ma non questo continuo e incomprensibile ritardo nelle risposte da parte del governo. Finora abbiamo assistito solo a grandi annunci senza concretezza: anche il credito d'imposta per i trasportatori non è una misura sufficiente. Serve un impegno concreto da parte di chi ha la responsabilità di governare il Paese. Un blocco di una settimana significa una perdita pesante di Pil e danni incalcolabili per le grandi realtà come per la quotidianità delle piccole e medie imprese, architrave dell'economia del Sud e dell'intero Paese".

videovideo

Della protesta in Italia si è parlato anche alla Camera

 Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo al question time a  Montecitorio ha annunciato che “il Viminale riferisce che si sta procedendo alle identificazioni, anche ai fini di rimuovere i presidi. Impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura comunque un blocco stradale, con conseguenze penali anche detentive. È importante, credo che sia significativo ed emblematico, che le stesse associazioni dei trasportatori ci chiedono, chiedono al Ministero degli Interni, di far rimuovere i blocchi".

videovideo

La denuncia degli autotrasportatori: "Gomme tagliate per obbligarci allo stop"

 Ruote dei camion tagliate per costringere i conducenti ad aderire alla protesta, copertoni di camion al centro della carreggiata per fermare i tir. Ma anche autotrasportatori che denunciano di essere obbligati a stare fermi. Sono gli episodi che emergono in Campania dai luoghi della protesta degli autotrasportatori, dove l'adesione della categoria è parecchio elevata, ma si registrano anche casi di camionisti che vogliono lavorare ma sono obbligati a fermarsi.

Dalle forze dell'ordine, in particolare tra le province di Caserta e Napoli, si apprende di numerosi casi di ruote degli autoarticolati tagliate per impedirne la partenza. E da Teano, dove c'è il casello dell'A1 bloccato dalla protesta, giunge la testimonianza di un autista di un'azienda veneta di mobili, fermo da tre giorni nel vicino autogrill.

Ti potrebbe interessare

videovideo