sequestrata la cartella clinica

Roma, donna morta dopo una liposuzione: indagati tre medici | L'autopsia: "Il decesso causato da una grave sepsi"

La figlia e il genero di Simonetta Kalfus, la 62enne morta in seguito all'intervento eseguito in uno studio privato, ricostruiscono a "Mattino 4" la dinamica dei fatti: "Mia madre non era una sprovveduta, si è fidata di un'amica"

24 Mar 2025 - 15:18
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Sono tre i medici finiti nel mirino degli investigatori che sono al lavoro per fare piena luce sulla morte della 62enne Simonetta Kalfus, avvenuta dodici giorni dopo aver effettuato una liposuzione in uno studio privato a Roma. Tra gli indagati c'è il chirurgo che ha eseguito l'intervento estetico, un anestesista amico della donna e il medico dell'ospedale di Pomezia dove inizialmente si era recata la donna e che la rimandò a casa. La causa del decesso, secondo i risultati dell'autopsia, è stata "una grave sepsi".

"Mia madre si è sottoposta all'intervento di liposuzione in day hospital. La struttura le era stata consigliata da un'amica, moglie dell'anestesista", racconta la figlia di Simonetta Kalfus, Eleonora, a "Mattino 4". "Nei giorni successivi ha iniziato ad avere forti dolori e difficoltà a parlare. Si è recata all'ospedale di Pomezia dove è stata dimessa dopo tutti i controlli del caso con la prescrizione di una terapia antibiotica". Eppure le sue condizioni non sono migliorate: "Nelle ore seguenti mia madre è stata trasportata all'ospedale Grassi di Ostia senza che nessuno me lo comunicasse - continua Eleonora - ed è stata portata subito in rianimazione. Quando l'ho raggiunta non era cosciente, non mi rispondeva e lamentava forti dolori".

Poi la situazione è precipitata: "Nel pomeriggio successivo il medico di turno mi ha comunicato che le condizioni di mia madre erano molto gravi, i suoi organi erano danneggiati dall'infezione che aveva in corso. Poi mia madre è entrata in coma. Le tac hanno riscontrato tante ischemie, è subentrata una febbre molto alta e a quel punto mi è stato comunicato che mia mamma ha avuto una morte celebrale", aggiunge Eleonora visibilmente scossa. Il cuore di Simonetta si è fermato martedì, dopo quattro giorni in coma vegetativo verosimilmente per complicazioni legate all'operazione di chirurgia estetica. La salma è stata quindi trasferita al policlinico Tor Vergata per l'esame autoptico, che ha confermato che a causare il decesso è stata una "grave sepsi", ossia una risposta infiammatoria eccessiva dell'organismo in risposta a un'infezione. Inoltre, secondo quanto emerso dall'attività peritale, la donna è stata sottoposta a un intervento plurimo.

Dopo la denuncia presentata dalla figlia trentacinquenne della vittima, i carabinieri della compagnia di Anzio hanno acquisito la cartella clinica e tutta la documentazione sanitaria relativa alla donna. Gli investigatori stanno inoltre vagliando la documentazione relativa allo studio in zona Tuscolana dov'è stata eseguita la liposuzione, per stabilire se fosse tutto a norma.

Intanto il genero di Simonetta, Danilo, racconta di aver scoperto con stupore solo dopo la morte della suocera il nome del suo chirurgo e che un anno fa fosse già stato condannato per lesioni in seguito a un intervento di lifting al seno: "Simonetta non era al primo intervento chirurgico, è sempre stata attenta e si è sempre documentata prima di farsi operare. Questa volta probabilmente si è fidata del consiglio di un'amica, senza andare alla ricerca di un luminare".

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