La donna ha raccontato ai carabinieri che il figlio, dopo il delitto, l'ha chiamata dicendo di essere disperato, di avere fallito: "L'ho aiutato, voleva morire"
In esclusiva a Tgcom24 Daniela Santoro, la mamma di Stefano Argentino, il 27enne che a Messina ha accoltellato e ucciso Sara Campanella, ha raccontato: "Mio figlio non ha mai dato segni di cattiveria, da sempre è stato un bambino tranquillo vivace, un ragazzo sereno, buono, chi lo conosce lo sa. Non mi spiego cosa si accaduto, sono addolorata. Sono due famiglie che stanno soffrendo. Anche io sto vivendo una tragedia, so che ha sbagliato". Sul rapporto tra i due giovani ha aggiunto: "Mio figlio mi aveva parlato di Sara, mi aveva detto che questa ragazza le stava molto simpatica, e che era una ragazza solare, non mi aveva detto altro. Non so come sia potuto accadere".
La donna, come riporta l'agenzia di stampa Ansa, ha chiesto di rendere dichiarazioni spontanee ai carabinieri. "Lunedì pomeriggio mi ha chiamato mio figlio, disperato, dicendo che voleva salutarmi perché si stava per uccidere. Io sono rimasta sconvolta e gli ho chiesto il perché, lui mi ha parlato di un fallimento della sua vita, dell'incapacità di provare sentimenti. Io, che stavo andando ad Avola in auto, ho deciso di partire per Messina per andarlo a prendere. Del delitto, al telefono, non mi ha detto nulla", ha detto ai militari.
Arrivata in auto a Messina insieme al marito, ha trovato Stefano che, poco prima col cellulare, le aveva mandato la sua posizione. Per tutto il viaggio la donna è stata al cellulare col figlio temendo potesse farla finita e cercando di rassicurarlo. "Non sapevo ancora quello che aveva fatto", ha aggiunto. Salito in macchina, Stefano si sarebbe messo il cappuccio del giaccone sulla testa e, zuppo di pioggia, avrebbe appoggiato la testa contro il sedile non dicendo una parola.
Più volte la madre avrebbe chiesto cosa era accaduto. La coppia ha deciso di portare il ragazzo nel b&b di famiglia, in quel momento vuoto, per non fare preoccupare l'altro figlio che sta vivendo un periodo di fragilità. Prima di arrivare alla casa Stefano ha confessato il delitto ai genitori. Sconvolta la madre ha scritto un biglietto, poi trovato dai carabinieri, destinato all'altro figlio per giustificare che non sarebbe tornata a casa.