La donna era accusata di aver perseguitato Bortuzzo per mesi, arrivando a minacciarlo di morte se non fosse tornato con lei
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Il gup di Roma ha condannato a un anno e otto mesi (pena sospesa), Lucrezia Hailé Selassiè, sedicente principessa etiope, per stalking ai danni di Manuel Bortuzzo, il campione di nuoto paralimpico. La donna era accusata di aver perseguitato Bortuzzo per mesi, arrivando a minacciarlo di morte se non fosse tornato con lei. Il pm aveva chiesto una condanna a un anno e quattro mesi nell'ambito di un processo svolto con il rito abbreviato.
I due avevano avuto una relazione dal settembre del 2021 all'aprile del 2022, che poi lui aveva chiuso. Lei però non ha accettato la conclusione del rapporto, e ha iniziato a vessare Bortuzzo con comportamenti sempre più aggressivi tanto che il nuotatore ha deciso di denunciarla e la 27enne è stata sottoposta a divieto di avvicinamento e costretta a indossare il braccialetto elettronico per atti persecutori.
La condanna, ha commentato la donna su Instagram, "seppur difficile da affrontare, non spegne la mia determinazione. Cammino a testa alta, consapevole che la giustizia non si esaurisce in un singolo verdetto, ma è un processo in continua evoluzione. Ho sopportato per amore il peso di calunnie non solo dal mio partner, ma anche da chi ha saputo manipolare la realtà, costruendo menzogne ai miei danni".
Nei mesi scorsi i pm di piazzale Clodio hanno proceduto alla chiusura del procedimento chiedendo, alla luce degli elementi raccolti durante le indagini, il giudizio immediato per la giovane. La ragazza ha quindi optato per il rito abbreviato che consente uno sconto di pena pari ad un terzo del massimo edittale. Nel capo di imputazione i pm di piazzale Clodio hanno scritto che la donna ha procurato al suo ex "uno stato d'ansia e di paura e un fondato timore per la sua incolumità, costringendolo a modificare le proprie abitudini di vita, al punto di bloccarlo e di non sentirsi libero di spostarsi serenamente e di iniziare una nuova relazione".
Bortuzzo, talento del nuoto azzurro, è costretto sulla sedia a rotelle per quanto avvenuto la notte tra il 2 e il 3 febbraio del 2019 quando venne raggiunto da un proiettile vagante mentre si trovava davanti a un pub nel quartiere Axa, a sud della Capitale. Il proiettile raggiunse l'atleta - che era nei pressi di un distributore di sigarette con la fidanzata - alla schiena causandogli la paralisi delle gambe. Per questa vicenda sono stati condannate in via definitiva due persone che avevano compiuto il raid punitivo dopo una rissa con cui Bortuzzo non aveva nulla a che fare.