nel crollo di Campo di Fossa morirono in 24

Terremoto L'Aquila, l'Appello ribalta la sentenza shock sul concorso di colpa delle vittime: "No al taglio del risarcimento"

La nuova pronuncia sulle 24 persone che persero la vita in via Campo di Fossa arriva a pochi giorni dal 16esimo anniversario del sisma che distrusse la città abruzzese

02 Apr 2025 - 19:18

La Corte d'Appello de L'Aquila ha riformato la sentenza di primo grado con cui il tribunale civile aquilano aveva sancito il concorso di colpa del 30% per le vittime del crollo di via Campo di Fossa il 6 aprile 2009, quando un forte terremoto colpì la città abruzzese. La nuova pronuncia, firmata dai giudici Silvia Rita Fabrizio, Alberto Iachini Bellisarii, Marco Bartoli, arriva proprio a pochi giorni dal 16esimo anniversario della catastrofe. La decisione in primo grado fu definita shock dall'opinione pubblica, scatenando indignazione e aveva portato a una manifestazione in piazza, a difesa di quelle 24 persone che persero la vita nel crollo dell'edificio di via Campo di Fossa.

La sentenza di primo grado, firmata dal giudice Monica Croci, aveva suscitato clamore perché aveva tagliato il risarcimento del 30% per i parenti delle vittime. La decurtazione, secondo questo primo verdetto, era dovuta alla condotta incauta di chi, dopo le prime due scosse della sera del 5 aprile, aveva poi deciso di rientrare in casa o di non uscire affatto. Una sentenza, ricorda Il Centro, che non teneva conto, però, di come la città fosse in realtà interessata da uno sciame sismico ormai da mesi, con scosse di medio-bassa intensità a cadenza pressoché quotidiana, né dell'ambiguità riguardo l'esito della riunione della Commissione grandi rischi, chiamata a dare una risposta a oltre 50mila cittadini allarmati.

In Appello, è stato anche quantificato in favore dei famigliari delle 24 persone che persero la vita nell'edificio realizzato negli anni Sessanta in via Campo di Fossa un danno di poco inferiore ai 2,5 milioni di euro.

Legale: giusto escludere il concorso di colpa delle vittime

 "La sentenza della Corte d'Appello approfondisce ed esclude giustamente qualsiasi concorso di colpa, escludendo anche il rischio di future pronunce altrettanto gravi, che ledano in modo così significativo i diritti di chi ha perso la vita sotto quelle macerie". E' il commento di Simona Giannangeli, legale e consigliera comunale (L'Aquila Coraggiosa), a proposito della riforma in Appello della sentenza di primo grado con cui il tribunale civile aquilano aveva sancito il concorso di colpa del 30% per le vittime del crollo di via Campo di Fossa avvenuto con il terremoto del 6 aprile 2009.

"La pronuncia della Corte d'Appello dell'Aquila - aggiunge Giannangeli - sicuramente rende giustizia a quanto accaduto, rispetto a una sentenza che aveva attribuito il 30% di responsabilità alle vittime morte sotto i crolli degli edifici".

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