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Dal primo discorso dalla loggia centrale della basilica di San Pietro ai giorni della fine. I 27 anni del pontefice dei record
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Alle 21.37 del 2 aprile 2005 moriva Papa Giovanni Paolo II. Sono passati 20 anni da quel momento che ha segnato la fine di uno dei pontificati più lunghi della storia della Chiesa e un magistero che ha cambiato il mondo. A due decenni di distanza dalla morte di un Papa, acclamato "Santo Subito", l'impronta delle parole e dei gesti del Papa polacco è ancora viva. San Giovanni Paolo II è stato il Pontefice dei record, l'uomo che traghettato la Chiesa nel 2000 e nel nuovo millennio. Per raccontare l'opera di Karol Wojtyla sono almeno 10 parole, quelle che hanno segnato maggiormente, gli anni dal 1978 al 2005. Nato Karol Józef Wojtyla in Polonia, il 18 maggio 1920, Giovanni Paolo II è stato il primo papa non italiano dopo 455 anni e il primo polacco a salire al soglio pontificio.
Quella parola, pronunciata in un italiano stentato a pochi minuti dalla sua elezione al Soglio Pontificio la sera del 16 ottobre 1978, detta in maniera spontanea anche se sgrammaticata, rivela al mondo la capacità comunicativa di Giovanni Paolo II.
Per molti il Pontificato di San Giovanni Paolo II è stato uno degli elementi fondamentali che ha portato alla fine dei regimi comunisti in Europa dell'Est tanto che molti vedono Papa Wojtyla come uno dei costruttori dell'Europa moderna. C'è un momento in cui l'azione di Wojtyla può essere individuata come breccia nel Muro di Berlino. È il 22 ottobre 1978, nel corso dell'omelia nella messa d'Intronizzazione, e Papa Wojtyla dice: "Fratelli e Sorelle! Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua potestà! Aiutate il Papa e tutti quanti vogliono servire Cristo e, con la potestà di Cristo, servire l'uomo e l'umanità intera! Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa "cosa è dentro l'uomo". Solo lui lo sa!".
Il 13 maggio 1981, in Piazza San Pietro accade qualcosa che mai nessuno avrebbe potuto immaginare: il Papa viene raggiunto da alcuni colpi di pistola sparati da Ali Agca. Wojtyla si accascia, l'immagine fa il giro del mondo e resta impressa come una delle più forti del Novecento. Si teme per la vita del Pontefice che invece si salva.
San Giovanni Paolo II nei suoi quasi 27 anni di Pontificato ha viaggiato più di tutti i precedenti papi messi insieme. Viaggi in cui Wojtyla spesso ha portato la speranza negli angoli più remoti della Terra, storiche prime volte come il viaggio a Cuba nel 1998. Complessivamente il Papa ha realizzato oltre 100 viaggi percorrendo chilometri equivalenti a 59.4 volte la circonferenza della Terra e incontrando milioni e milioni di persone.
È uno dei fenomeni del Pontificato di San Giovanni Paolo II, la nascita di un vero e proprio movimento giovanile nato per seguire in ogni luogo il Pontefice. Papaboys diventa il termine con cui si raccontano le migliaia di ragazze e ragazzi che incontrano Giovanni Paolo II nelle Giornate Mondiali della Gioventù. Un rapporto fortissimo quello tra Wojtyla e l'universo giovanile. E proprio i giovani sono stati l'ultimo pensiero nelle ore di agonia prima della morte.
Più volte il mondo ha visto Giovanni Paolo II sofferente nel corso dei 27 anni di Pontificato. La sofferenza mostrata da inizio 2005 nella lunga malattia che lo ha portato alla morte è l'ultimo atto del percorso di un uomo che ha donato tutto se stesso. Rappresentazione di un Cristo che non scende dalla Croce.
Nel marzo del 2000, nell'ambito del Giubileo, Giovanni Paolo II si reca in Terra Santa e al Muro del Pianto di Gerusalemme lascia una richiesta di perdono. "Noi siamo profondamente addolorati per il comportamento di quanti nel corso della storia hanno fatto soffrire questi tuoi figli - dice Wojtyla, e chiedendoti perdono vogliamo impegnarci in un'autentica fraternità con il popolo dell'alleanza".
La televisione è stato il principale strumento che ha raccontato Papa Wojtyla che ne ha subito compreso le potenzialità. E se da un lato nel 1983 il Papa fece nascere il Ctv, Centro Televisivo Vaticano, dall'altro le dirette dei suoi viaggi, dei suoi Angelus e dei tutti i suoi gesti sono entrati nelle case degli italiani. Papa Wojtyla è stato anche il primo Pontefice a intervenire in diretta in una trasmissione tv: ottobre 1998, il Papa chiama a "Porta a Porta" di Bruno Vespa per ringraziare dello speciale dei 20 anni della sua elezione.
Giovanni Paolo II è stato il primo Papa a entrare nel Parlamento Italiano. La visita avviene alla Camera dei Deputati il 14 novembre 2002 quando Wojtyla si recò a Montecitorio per parlare a deputati e senatori, toccando i problemi della società italiana, dalla denatalità alla situazione delle carceri, e chiedendo al Paese di far crescere "la sua solidarietà e coesione interna".
È la parola che sintetizza tutta l'attività di San Giovanni Paolo II, il Papa che in 27 anni ha lasciato la sua impronta nella storia.