vicenda arrivata sul tavolo di Valditara

Verona, studente si rifiuta di salire su una scala arcobaleno e viene punito con una nota: "Sono contrario alla comunità Lgbt"

Un alunno evita i gradini simbolo di inclusività, scatenando una sanzione disciplinare e aprendo un caso che è arrivato sul tavolo del ministro dell'Istruzione Valditara

05 Mar 2025 - 19:53
 © Dal Web

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In una scuola di Verona, uno studente ha compiuto un gesto che, da bravata tra compagni, si è trasformato ben presto in una presa di posizione contro i diritti Lgbt. Il giovane ha infatti rifiutato di salire su una scala arcobaleno, simbolo di inclusività dipinta un anno prima su iniziativa degli stessi studenti per la Giornata contro l'omofobia. Il ragazzo, che si è detto contrario ai valori Lgbt, ha scelto di arrampicarsi sul corrimano, e si è poi guadagnato una nota disciplinare. La vicenda, a un mese di distanza, è arrivata sul tavolo del ministro dell'Istruzione Valditara.

La scala arcobaleno

 La scala in questione, dipinta con i colori dell'arcobaleno e parole come "rispetto", "tolleranza" e "accoglienza", era nata un anno fa come progetto scolastico. Proposta dagli studenti e sostenuta dal ministero dell'Istruzione in occasione della Giornata contro l'omofobia, la scala aveva come compito quello di promuovere l'inclusività e contrastare le discriminazioni. I gradini colorati erano diventati un simbolo visibile dei valori che il plesso intendeva trasmettere.

Il gesto di sfida

 Circa un mese fa, però, uno studente si è trovato a dover percorrere quei gradini per raggiungere un'aula fuori dal suo solito percorso. Invece di salire normalmente, il giovane ha deciso di evitarli, aggrappandosi al corrimano e procedendo con le braccia, pur di non calpestarli. Un gesto che ha attirato l'attenzione dei compagni e del corpo docente, tanto che una insegnante l'ha voluto punire con una nota disciplinare per comportamento "assolutamente inadeguato" e pericoloso.

L'incontro con la dirigenza scolastica

 La dirigenza scolastica ha voluto approfondire le motivazioni del ragazzo, convocandolo per un incontro. È emerso che lo studente non condivide i principi della comunità Lgbt rappresentati dalla scala, una posizione che ha sorpreso e amareggiato i responsabili del plesso. La scuola, infatti, aveva visto nel progetto un'occasione per educare al rispetto e alla convivenza.

La presa di posizione della famiglia del ragazzo

 La famiglia, però, non ha accettato la gestione della vicenda. Contestando la nota disciplinare, ha ritenuto inaccettabile che il figlio fosse stato etichettato come omofobo e si è rivolta sia all'Ufficio scolastico provinciale che al ministero dell’Istruzione. La scuola, a sua volta, ha inviato un resoconto dettagliato per chiarire l'accaduto, mentre il caso ha iniziato a guadagnare terreno anche in ambito politico.

La polemica politica

 Sulla questione sono intervenuti diversi esponenti. La Lega, richiamando un intervento dell’ex ministro Carlo Giovanardi, ha criticato l'approccio della scuola, mentre +Europa ha difeso la dirigenza e il suo impegno educativo. L'assessore ai Diritti umani Jacopo Buffolo ha preso posizione: "La scuola educa al rispetto, non all'odio. Questo episodio sembra strumentalizzato per creare un caso, anziché aprire un dialogo. È nei banchi che si costruisce una società più giusta".  

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