Fino al 10 febbraio l'esposizione racconta i cento anni di storia cinematografica nel capoluogo lombardo
Fino al 10 febbraio 2019, le sale di Palazzo Morando ospitano la mostra "Milano e il Cinema". L'esposizione curata da Stefano Galli raccoglie fotografie, manifesti, locandine e video che ripercorrono un secolo di storia del cinema a Milano e analizza il rapporto tra il capoluogo lombardo e lo sviluppo dell’industria cinematografica. Il materiale presente parte dalle prime sperimentazioni degli anni Dieci all’epoca d’oro degli anni Sessanta, fino alle produzioni più recenti con la nascita di un genere-commedia tutto milanese che ha visto affermarsi artisti come Renato Pozzetto, Adriano Celentano, Diego Abatantuono, Aldo, Giovanni e Giacomo e molti altri.
"Milano e il Cinema" è il nuovo appuntamento a Palazzo Morando - Costume Moda Immagine di un percorso iniziato con “Milano tra le due guerre. Alla scoperta della città dei Navigli attraverso le fotografie di Arnaldo Chierichetti” e proseguito con "Milano, città d’acqua", "Milano, storia di una rinascita. 1943-1953 dai bombardamenti alla ricostruzione" e "Milano e la mala"
Prima che il regime fascista concentrasse le grandi produzioni cinematografiche nelle nuove strutture romane di Cinecittà, Milano ha rappresentato il centro nevralgico delle prime sperimentazioni in Italia, luogo di fiorente innovazione, creatività e capitale della nascente industria filmica. Negli anni Trenta, la costruzione dei teatri di posa capitolini e il conseguente trasferimento nella Capitale delle attività produttive provocarono una perdita di centralità del capoluogo lombardo all’interno della produzione cinematografica. Occorre aspettare gli anni Cinquanta-Sessanta perché Milano si trasformi lentamente in set di innumerevoli pellicole che cercavano di cogliere nei cambiamenti repentini della città l'essenza stessa della modernità. Da Miracolo a Milano a Rocco e i suoi fratelli, da "La Notte a Il posto", si contarono a decine le produzioni che immortalarono le atmosfere cittadine e catturarono l'incanto e le contraddizioni di una metropoli che evolveva a ritmi vertiginosi.
Nonostante avesse perso il primato produttivo, agli inizi degli anni Sessanta, il capoluogo lombardo seppe convertirsi nel luogo ideale dove sviluppare due nuovi filoni cinematografici: quello pubblicitario, che avrà la sua più clamorosa espressione in Carosello e quello industriale, che vedrà protagoniste aziende del calibro di Pirelli, Breda, Campari, Edison tra le altre, teso a valorizzare le realtà imprenditoriali attraverso lo sfruttamento del linguaggio cinematografico.
Dopo la stagione dei poliziotteschi degli anni Settanta, che proprio nel capoluogo lombardo troveranno il set ideale, gli ultimi decenni vedranno proliferare la commedia in salsa meneghina con protagoniste figure entrate di diritto nell'immaginario di tutti.