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La studiosa Sara Penco individua la santa peccatrice in una figura vestita di giallo, raffigurata da Michelangelo mentre bacia la traversa della croce
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Una scoperta destinata a cambiare la comprensione di uno dei capolavori più celebri della storia dell'arte: per la prima volta, la figura di Maria Maddalena viene identificata nel Giudizio Universale di Michelangelo presente in Vaticano. Il volume "Maria Maddalena nel Giudizio di Michelangelo" pubblicato da Scripta Maneant rivela questa straordinaria presenza finora rimasta nascosta tra il groviglio di figure sulla parete dietro l'altare della Cappella Sistina.
L'autrice Sara Penco, restauratrice e studiosa d'arte, partendo da una semplice ma illuminante domanda – come sia possibile che una figura così centrale nel racconto biblico potesse essere stata esclusa dall'affresco – ha intrapreso un'accurata ricerca che ha portato a individuare la santa, vestita di giallo, nell'atto di baciare la traversa della croce. Questa identificazione, sostenuta da un rigoroso apparato iconografico ottenuto grazie alla Campagna Fotografica Esclusiva Scripta Maneant in Cappella Sistina, arricchisce il capolavoro michelangiolesco di un inedito messaggio teologico incentrato sulla speranza.
Il volume, curato da Asia Graziano e con la prefazione della professoressa Yvonne Dohna Schlobitten dell'Università Gregoriana, rappresenta un contributo significativo agli studi sul Giudizio Universale, proponendo una chiave di lettura che integra l'aspetto apocalittico dell'opera con un messaggio di grazia e redenzione, particolarmente rilevante in concomitanza con il Giubileo 2025.
Tgcom24 ha intervistato l'autrice Sara Penco per capire com'è nato il volume e in che misura cambierà il modo in cui ci approcciamo a questo caposaldo della storia dell'arte.
Qual è la scoperta che ha fatto nel Giudizio Universale di Michelangelo riguardo Maria Maddalena e in che modo cambia la nostra comprensione dell'affresco?
Nei miei studi identifico la presenza di "Maria Maddalena nel Giudizio di Michelangelo" nella Cappella Sistina. Ogni ragionamento è pubblicato nel volume edito da Scripta Maneant e segue un percorso rigorosamente scientifico; motivato da costanti rimandi bibliografici a testi sacri, a teologi e alle parole del Santo Padre. La scoperta non si pone in contrasto con i preziosi e noti contributi degli esperti di tutto il mondo, ma cambia profondamente la comprensione dell'affresco perché la figura della Maddalena esprime un commovente messaggio di speranza, che accende i riflettori sull'amore di Dio per l'umanità e ci ricorda la testimonianza biblica nella quale è contenuta la promessa "che il Giudizio di Dio sul male e su ogni colpa sarà un Giudizio di grazia". Questa interpretazione si rivela quanto mai attuale e straordinariamente coerente con la nuova stagione della Chiesa inaugurata da Papa Francesco: perché controbilancia la cruenza della sconfitta contro il male con la potenza dell'evangelizzazione; implicita nell'aspetto positivo dell'affresco e volta a ribadire l'importanza dell'indulgenza plenaria, che si rinnova nella solennità del Giubileo. Nel 2025 ricorrono anche i Cinquecentocinquanta anni dalla nascita del lungimirante Michelangelo, che ha interpretato il messaggio d'amore, pace e speranza ricordando all'umanità che la grazia viene concessa agli uomini per la fede sincera e non per le futili imprese terrene.
Cosa l'ha spinta a studiare il Giudizio Universale di Michelangelo con questo nuovo approccio?
L'ispirazione nasce da una riflessione fondamentale: come sia possibile che Maria Maddalena, figura così centrale nel racconto biblico e nell'immaginario cristiano, possa essere stata esclusa nella Cappella Sistina, il luogo simbolo di fede laddove è raccontata la storia della cristianità, dalla Genesi all'Apocalisse? Ogni particolare all'interno di questo sacro sacello è stato progettato nei minimi dettagli dagli artisti più ingegnosi della storia dell'arte di tutti i tempi. Dove va cercata la figura della santa ma, soprattutto, dove la sua assenza palesa un vuoto incolmabile? Il Giudizio Universale è collocato in uno spazio importantissimo, perché è a ridosso dell'altare. Accoglie i fedeli che, prima di ricevere l'Eucaristia, pronunciano le parole dell'antico canone della Messa: "Salvaci o Signore dalla dannazione eterna e accoglici nel gregge degli eletti". Il Sacramento della Comunione trae origine dall'Ultima Cena, quando Gesù distribuì ai discepoli pane e vino offerti in sacrificio per la salvezza dell'umanità. Può essere questo un contesto di sola devastazione, privo di ogni fonte di speranza? Maria Maddalena è la prima evangelizzatrice e annunciatrice della Resurrezione. È sempre presente nella vita di Gesù: alla Passione, Deposizione e Resurrezione di Cristo in cui appare nel gruppo dei testimoni. La Santa assiste anche al momento del perdono del Redentore, che assumerà la più elevata espressione proprio con il Giudizio Universale. È il tramite tra Cristo e l'umanità e annuncia parole di vita e di morte. La sua resistenza incrollabile crea un nesso tra la croce, la sepoltura e la Resurrezione. Nel racconto dei Vangeli Gesù chiama Maria per nome. Citando le parole di Papa Francesco: "[…] questa parola vale tutto il Vangelo e riassume l'incontro dell'umanità con il suo sposo: il Redentore".
"Maria Maddalena è la donna che ha esercitato maggiore suggestione e mistero, sia per la sua palpitante e soffocante realtà, sia perché il peccato, perdonato e redento dallo stesso Salvatore per forza dell'amore, fa di lei il simbolo dell'intero genere umano".
Sono questi i ragionamenti che mi hanno spinta a studiare il Giudizio in un percorso orientato alla codifica dell'aspetto positivo, progettato da Buonarroti per rendere l'affresco "idoneo a stare sopra l'altare".
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Dove si colloca Maria Maddalena nell'affresco e perché questa posizione è significativa?
Michelangelo ha progettato un impianto iconografico essenziale. La composizione è organizzata in senso tematico e la disposizione delle figure è ordinata in gruppi. La croce conferisce importanza al contesto nel quale viene collocata, perché è il simbolo per eccellenza della fede cristiana e sorgente di speranza: per questa ragione è anche l'oggetto del desiderio dei santi. Nel Giudizio se ne contano quattro, ma solo due sono imponenti. Una è nella lunetta in alto a sinistra, sorretta dagli angeli con gli strumenti della Passione. Tracciando una linea immaginaria, perpendicolare, che attraversa la figura di Cristo Giudice fino all'estremo margine destro della parete, un imponente portacroce sorregge l'altra sulle spalle. Dietro di Lui una donna a figura intera, vestita di giallo - simbolo della capacità di discernimento - bacia la traversa del legno instaurando con la croce un rapporto di intimità esclusivo: è Maria Maddalena. La conquista della croce, infatti, passa dalla capacità di discernimento e dalla resistenza incrollabile che si forgia nell'amore in Cristo. La croce ribadisce il monito per l'umanità e, attraverso la prefigurazione del messaggio apocalittico - dunque un evento proiettato verso un futuro ignoto -, Michelangelo esorta a comprendere che l'unica speranza per la conquista della salvezza eterna è rimanere saldi nella fede. Un percorso per il quale l'Apostola degli Apostoli è esempio imprescindibile.
In che modo il suo libro offre una prospettiva diversa rispetto agli studi precedenti sul Giudizio Universale?
I precedenti studi si concentrano sulla visione apocalittica del Giudizio Universale. La mia prospettiva integra l'arte nota, ma accende i riflettori sull'aspetto positivo della Parusia e su come Michelangelo lo abbia interpretato e comunicato nell'affresco. L'aspetto positivo mitiga la cruenza dell'ira che Cristo scaglierà - non contro l'umanità che Dio ha amato al punto da sacrificare il Suo stesso Figlio pur di salvarla -, ma contro il male che induce in tentazione e che affligge. Le anime pure, infatti, attendono questo evento. Maria Maddalena testimonia il messaggio di speranza contenuto nella promessa che il Giudizio sarà un evento di grazia. Il portacroce, che fa tutt'uno con la donna che bacia la traversa, ribadisce questo concetto attraverso la straordinaria somiglianza con Cristo: estremizzata nella speculare gestualità del braccio alzato di Gesù; dal quale trae origine il turbinio di sentimenti ed emozioni che animano ogni angolo della composizione. Che Michelangelo abbia reiterato la figura di Gesù nel portacroce per richiamare la prima e la seconda venuta sulla terra? Certamente il possente uomo e la donna vestita di giallo non possono essere identificati singolarmente, ma in stretta correlazione l'uno con l'altra.
Quali strumenti o metodi ha utilizzato per arrivare a questa nuova interpretazione?
La codifica della simbologia iconografia e iconologica. L'arte è il linguaggio più straordinario del quale il genere umano dispone per comunicare. È come un discorso e per riuscire a comprenderlo è indispensabile seguire un percorso orientato alla "ricomposizione delle frasi grammaticalmente corrette". Ogni "sintagma" deve essere "restituito" allo spazio al quale appartiene e quelli mancanti debbono essere ricollocati nel rispetto dell'integrità di ogni singolo componente come parte di un tutto. Il mio segreto è un modello di pensiero innovativo. Nel 2017 il Ministero per lo Sviluppo Economico mi ha concesso un brevetto per metodo preposto all'ordinamento del patrimonio conoscitivo profuso dagli esperti, nell'ambito dei Beni Culturali. Ho chiamato questo metodo "Smarticon" che significa "immagine intelligente", perché consente di indagare l'opera d'arte partendo dal riconoscimento degli attributi iconografici che la caratterizzano, per poi proseguire con il recupero di tutte le informazioni utili all'identificazione del soggetto raffigurato. Le fonti della conoscenza sono fondamentali per ricomporre ogni discorso, fino alla sua validazione e sono il cuore pulsante di qualsiasi metodo preposto alla codifica dell'ermeneutica nell'arte: perché non c'è bellezza più grande della riscoperta della verità che l'ha generata.
Quali sono state le maggiori sfide nel condurre questa ricerca?
L'identificazione di "Maria Maddalena nel Giudizio di Michelangelo", coerentemente con quanto ha fatto Buonarroti all'epoca, motiva e documenta un punto di vista che "rompe gli schemi" di oltre cinquecento anni di storia. La prima ambiziosa sfida implica il coraggio di affermare concetti profondamente innovativi relativamente a una delle opere d'arte più note e più studiate al mondo e di farlo con atteggiamento umile. La seconda sfida è nel riuscire a formulare ipotesi convincenti: la ricomposizione del discorso, dunque, deve essere fondata su presupposti rigorosamente scientifici e sul costante richiamo a fonti attendibili. La pubblicazione del volume era essenziale per testimoniare questo percorso.
Tra le 121 immagini presenti nel volume, quali ritiene siano le più rivelatrici per comprendere la sua scoperta?
Le immagini nel volume, di proprietà della casa editrice Scripta Maneant, sono di qualità superlativa. Arricchiscono i contenuti testuali perché consentono un costante rimando, semplice e intuitivo, anche per il lettore meno esperto d'arte. Le immagini più rivelatrici sono quelle riprodotte in bianco e nero perché, con un escamotage elegante e strategico, evidenziano a colori i particolari descritti nel testo per renderne spontanea la comprensione.
Pensa che la sua scoperta possa influenzare il modo in cui i visitatori della Cappella Sistina guarderanno al Giudizio Universale in futuro?
Lo spero! Il mio studio si contestualizza in uno scenario maturo per il rinnovamento. Ho ricevuto i ringraziamenti dal Santo Padre e la concessione del Patrocinio "per le attività divulgative su Maria Maddalena nel Giudizio di Michelangelo durante l'Anno Giubilare" dalla Sezione per le questioni Fondamentali dell'Evangelizzazione nel Mondo del Dicastero per l'Evangelizzazione. La presenza della Maddalena nel Giudizio sottolinea l'importanza di catechizzare, ma anche di rendere attuale e comprensibile il messaggio cristiano. Nel 2016 la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, per volontà di Papa Francesco, ha stabilito che il 22 luglio sia celebrata la "Festa di Maria Maddalena". Nel 2017 è uscito il libro: "Apostola degli Apostoli. Maria di Màgdala nelle parole del Papa": un testo teologico a carattere scientifico, fondato sulla verità dei Vangeli e sulla Chiesa rinnovata, nel quale si sottolinea che Maria Maddalena recupera le parole di Gesù e fa da "memoriale"; "interpreta gli eventi e fa chiarezza" spiegando le "perplessità". La chiave per la corretta interpretazione "necessita della croce". Viviamo un periodo storico nevralgico, nel quale diverse religioni si vedono costrette ad affrontare le criticità che si frappongono alla conquista del delicato equilibrio con il ruolo della donna. Non si tratta di un discorso prettamente cristiano e il tema si traduce in un argomento attuale tutt'altro che circoscritto. Pensiamo ad argomenti quali la violenza sulla donna, al suo ruolo nella società, nella Chiesa e molto altro. Se riuscissimo a comprendere la forza dell'amore che si sprigiona dalla parete del Giudizio Universale forse prenderemmo più consapevolezza del fatto che, parafrasando le parole dello stesso Michelangelo, non sarebbe poi così difficile "rendere il mondo un posto migliore dove vivere". L'amore, nelle sue più svariate espressioni, è quella luce che, anche nell'oscurità e nella sofferenza, induce ad apprezzare il dono della vita e a percepire con purezza ciò che ci circonda. Auspico che i miei contributi possano influenzare il modo di guardare il Giudizio Universale, con l'intento di riconoscere nell'arte quel riflesso dell'anima capace di aprire un dialogo senza tempo, che possa aiutare a per colmare le distanze sociali e culturali.