La Mita Spa di Conseleve manda un messaggio ai 29 operai (su 60) che non si sono astenuti dal lavoro. Poi il dietrofront dopo le proteste del sindacato
Genova © Ansa
Lo sciopero per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Ventinove operai su 60 di una zincheria del Padovano che non aderiscono alla protesta indetta da Fiom, Fim e Uilm e si presentano regolarmente al lavoro. L'azienda che comunica loro che saranno premiati con un buono spesa da 50 euro. Poi, dopo le proteste dei sindacati, la marcia indietro. Quello che è successo alla Mita Spa di Conselve è un vero e proprio caso nazionale.
La storia comincia il 28 marzo, quando Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil proclamano uno sciopero nazionale di otto ore per protestare contro il mancato rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Un diritto previsto dalla Costituzione, quello dello sciopero. Ma 29 operai sui 60 impiegati alla zincheria a caldo Mita Spa di Conselve (Padova) si presentano comunque al lavoro. È un periodo di grandi e importanti commesse, non vogliono far perdere alla loro azienda le scadenze promesse ai clienti. Liberi di farlo. Il martedì successivo, la sorpresa: una comunicazione dal vertice amministrativo dell'azienda che spiega che, come forma di ringraziamento, riceveranno 50 euro in buoni spesa. Immediate e inevitabili le proteste dei sindacati, con minaccia di denuncia di comportamento antisindacale.
L'annuncio del premio arriva martedì mattina sulla bacheca online accessibile ai lavoratori: "L'azienda intende ringraziarvi per la scelta di essere presenti al lavoro nella giornata di venerdì 28 marzo 2025, contribuendo alla continuità operativa e al rispetto degli impegni presi con i clienti. A testimonianza dell'apprezzamento per il senso di responsabilità dimostrato in questo momento delicato, vi informiamo che vi è stato riconosciuto un buono spesa del valore di 50 euro". Immediate e furenti le reazioni dei sindacati: "È intollerabile", ha tuonato il segretario generale dei metalmeccanici della Uil, Rocco Palombella.
"Invitiamo i lavoratori di Mita a rifiutare questa umiliazione e a lottare per il rinnovo del contratto, che restituisce dignità a tutti i lavoratori. Ci aspettiamo anche da Federmeccanica un provvedimento urgente di condanna ed espulsione di Mita", ha aggiunto. "Non si può premiare chi non sciopera", ha rincarato la dose Massimo Zanetti, coordinatore territoriale Uil Padova. "Significa punire chi esercita un diritto garantito dalla Costituzione. È uno sfregio a chi ha scioperato, che ha rinunciato alla giornata di lavoro, quindi 100 euro, mentre a chi non lo ha fatto vengono dati 50 euro", ha concluso.
Davanti a tale levata di scudi, ecco che il 2 aprile arriva la retromarcia della stessa Mita. Gianluca Businaro, responsabile amministrativo della zincheria, giustifica così la sua decisione: "Ho agito per ignoranza, ma ero in buona fede", spiega al Corriere del Veneto. "In questo periodo ci sono tante commesse da evadere e i clienti sono in attesa. Di fronte a chi ha dato la priorità ai clienti su un suo diritto sacrosanto, mi sono sentito di doverlo ringraziare. Comunque i buoni spesa non sono ancora stati emessi e presto divulgherò un nuovo avviso in cui revocherò la promessa dei 50 euro, porgendo le mie scuse. E dovrò anche giustificarmi con la proprietà".
Ma anche questo non placa i sindacati: "Le zincherie ormai sono poche, il lavoro c'è ed è anche pesante", afferma Davide Crepaldi, segretario Uilm di Padova. "Invece di fare mea culpa, si potrebbe estendere il buono a tutti i dipendenti". Oltre che trovare l'accordo aziende-sindacati e rinnovare il contratto dei metalmeccanici.