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"Sono in buona salute e spero che tu sia in buona salute". Con queste parole in una lettera brevissima Patrick Zaky, lo studente egiziano dell'Università di Bologna, da 7 mesi detenuto nel carcere di Tora, alle porte de Il Cairo, ha provato a rassicurare i suoi familiari. Lo comunicano sui social gli attivisti di "Patrick Libero", sottolineando che la famiglia è preoccupata "per la sua salute mentale" proprio a causa delle sue brevi parole e dal tono formale.