GLI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
Golfo, vertice a Palazzo Chigi: "Rimodulati i contingenti, possibile una riduzione" | Crosetto: "Assicurata la continuità delle attività operative"
Trump ferma all'ultimo l'attacco Usa contro gli Houthi, mentre impone nuove sanzioni a Teheran: dal 23 settembre stop alle compagnie aeree
I militari italiani nel Golfo potrebbero essere spostati in zone più sicure o, in parte, rimossi dal territorio. L'ipotesi arriva dal vertice di Palazzo Chigi, nel quale è stata fatta una valutazione dei rischi riguardo all'impegno dei nostri militari in alcuni territori del Golfo, che prevederà una rimodulazione degli stessi contingenti: sulla base dei numeri in campo, le ipotesi sono la movimentazione di militari verso territori più sicuri oppure la riduzione del contingente. In ogni caso, ha garantito ministro della Difesa, Guido Crosetto, "sarà assicurata la continuità delle attività operative nel rispetto degli impegni internazionali". Nel frattempo, Donald Trump ha deciso di non affiancare, almeno per ora, l’Arabia Saudita negli attacchi contro gli Houthi in Yemen, che intanto denunciano 28 raid sauditi nelle ultime 24 ore contro Taiz, Al-Jawf e Marib. La coalizione guidata da Riad accusa invece il gruppo yemenita di aver lanciato un missile balistico contro la capitale saudita. Sullo sfondo resta la tensione con l'Iran: l'ambasciatore Usa all'Onu Mike Waltz ha ribadito che Trump continuerà con la "massima pressione" su Teheran, mantenendo aperta la possibilità di tornare ai negoziati. Ed è pronto un secondo pacchetto di sanzioni americane, che dal 23 settembre dovrebbe colpire duramente tutte le compagnie aeree iraniane e chiunque fornisca loro ausilio negli scali di tutto il mondo.
Il presidente americano Donald Trump ha esitato ma domenica ha deciso di non unirsi, per ora, all'Arabia Saudita negli attacchi congiunti contro gli Houthi in Yemen. Lo riferisce il New York Times, citando funzionari dell'amministrazione. Secondo il quotidiano, per almeno due settimane Trump ha valutato se accogliere le richieste saudite di un intervento americano contro il movimento yemenita sostenuto dall'Iran, che ha ripreso gli attacchi contro il regno negli ultimi mesi.
Il presidente Usa Donald Trump incontrerà oggi a New York il presidente francese Emmanuel Macron, a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni unite. Lo ha annunciato la Casa Bianca. Il colloquio è previsto alle 23.35 ora italiana, secondo l'agenda del presidente americano pubblicata domenica sera. Poco prima Trump riceverà il sindaco di New York Zohran Mamdani, esponente della sinistra del Partito democratico e oppositore della sua politica. Macron raggiungerà New York da Saint-Pierre-et-Miquelon, territorio francese nell'Atlantico settentrionale, dove ha incontrato il primo ministro canadese Mark Carney. I due leader hanno difeso la "sovranità" dei rispettivi Paesi e auspicato un "profondo riavvicinamento".
Il presidente Usa Donald Trump è determinato a impedire che l'Iran acquisisca un'arma nucleare e continuerà ad applicare la "massima pressione" su Teheran. Lo ha affermato l'ambasciatore Usa alle Nazioni unite Mike Waltz. In un messaggio su X, Waltz ha aggiunto che la porta resta aperta a un ritorno dell'Iran "al tavolo dei negoziati, se lo farà in buona fede". Il diplomatico ha pubblicato anche un estratto di un suo intervento a un evento organizzato a New York da Al-Monitor, nel quale ha definito la guerra condotta da Stati uniti e Israele contro l'Iran come la prosecuzione di un conflitto che dura da 47 anni.
Gli Houthi hanno affermato che l'Arabia Saudita ha lanciato 28 attacchi in diverse aree dello Yemen nelle ultime 24 ore. "L'aeronautica saudita ha effettuato 28 attacchi contro i governatorati di Taiz, Al-Jawf e Marib, utilizzando aerei F-15 e Typhoon decollati dalle basi aeree di Khamis Mushait e Taif", ha dichiarato in un comunicato Yahya Saree, portavoce militare degli Houthi. Questo mese, gli Houthi, che già controllavano la maggior parte delle aree popolate dello Yemen, hanno lanciato un'offensiva fulminea per conquistare l'intera costa del Paese sul Mar Rosso, ottenendo così il controllo dello strategico stretto di Bab el-Mandab. Gli Houthi insistono sul fatto che la navigazione nello stretto sia aperta e libera, fatta eccezione per le navi saudite. La coalizione a guida saudita che combatte gli Houthi in Yemen aveva nelle scorse ore dichiarato che il gruppo sostenuto dall'Iran ha lanciato un missile balistico contro Riyadh all'alba, dopo che era scoppiato un incendio vicino all'aeroporto internazionale della capitale saudita.
