Gaza, nuovi raid di Israele sulla Striscia: uccisi cinque reporter
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Si discute dell'ipotesi del rilascio di 3mila detenuti palestinesi in cambio degli ostaggi israeliani. In Yemen una serie di esplosioni in quattro stazioni di servizio ha ucciso 15 persone e ne ha ferite altre 67
di Redazione onlineLa guerra in Medioriente tra Israele e Hamas che coinvolge Libano, Siria e Iran giunge al giorno 464. Colloquio telefonico tra Biden e Netanyahu. Il presidente Usa: "Serve un cessate il fuoco immediato e il rilascio degli ostaggi". Il capo del Comitato per i prigionieri palestinesi Kadora Fares ha dichiarato che l'accordo sulla liberazione degli ostaggi israeliani che sta prendendo forma prevederebbe nella prima fase il rilascio di 3mila detenuti palestinesi. Nello Yemen, intanto, è stata aperta un'indagine per una serie di esplosioni che si sono verificate in quattro stazioni di servizio, uccidendo 15 persone e ferendone altre 67.
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Nel corso del suo colloquio con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, il presidente americano Joe Biden ha sottolineato "l'immediata necessità di un cessate il fuoco a Gaza e del ritorno degli ostaggi". Lo rende noto la Casa Bianca. Biden e Netanyahu, si legge in una nota, "hanno discusso delle trattative in corso a Doha per un cessate il fuoco e un accordo di rilascio degli ostaggi basato sull'accordo del 27 maggio 2024 descritto dal presidente l'anno scorso e approvato all'unanimità dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite". Biden, viene spiegato ancora, "ha discusso delle circostanze regionali fondamentalmente cambiate in seguito all'accordo di cessate il fuoco in Libano, alla caduta del regime di Assad in Siria e all'indebolimento del potere dell'Iran nella regione". Netanyahu dal canto suo "ha ringraziato" il presidente Biden "per il suo sostegno duraturo a Israele e per lo straordinario sostegno degli Stati Uniti alla sicurezza e alla difesa nazionale di Israele".
Joe Biden e Benjamin Netanyahu hanno avuto un colloquio sull'accordo per gli ostaggi nelle mani di Hamas a Gaza. Lo riferisce la Casa Bianca.
I ministri Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich, considerati i ministri più estremisti dell'ala destra del governo israeliano, hanno incontrato oggi il premier Benjamin Netanyahu per discutere i dettagli dell'accordo per la liberazione degli ostaggi e un cessate il fuoco a Gaza in fase di negoziazione a Doha. Entrambi noti per la forte opposizione all'intesa, hanno esaminato insieme al primo ministro i punti chiave del piano. Secondo i media israeliani, Netanyahu starebbe cercando di ottenere il sostegno dei suoi alleati di governo per portare avanti l'accordo, che potrebbe essere concluso entro il 20 gennaio.
Una delegazione di sicurezza israeliana è arrivata oggi in Qatar per colloqui su un eventuale accordo di cessate il fuoco a Gaza e per il rilascio degli ostaggi in mano ad Hamas, ha detto un portavoce del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. L'ufficio di Netanyahu aveva fatto sapere ieri che la delegazione sarebbe stata composta dal capo del Mossad David Barnea, dal capo del servizio di sicurezza Shin Bet Ronen Bar e dal capo della Divisione soldati dispersi e prigionieri dell'Idf, Nitzan Alon.
I dettagli dell'accordo per il cessate il fuoco a Gaza e lo scambio di prigionieri tra Israele e Hamas sono "quasi definitivi". Lo ha riferito Ynet citando fonti politiche israeliane secondo cui "il 90% dei dettagli dell'accordo sullo scambio di prigionieri tra Israele e Hamas è stato concordato".
Il responsabile della commissione palestinese per gli Affari dei detenuti e degli ex detenuti, Qadura Fares, ha detto ad Haaretz che, secondo le informazioni in possesso dei palestinesi, la prima fase dell'accordo tra Hamas e Israele prevede il rilascio di 1.200 prigionieri palestinesi, di cui 200 sono condannati all'ergastolo. Fares ha spiegato che i prigionieri rilasciati includeranno uomini, donne e bambini, alcuni dei quali sono stati nuovamente imprigionati dopo essere stati rilasciati nell'accordo su Gilad Shalit del 2011.
Il ministero della Sanità di Gaza, espressione di Hamas, ha aggiornato il bilancio dei morti totali palestinesi nella Striscia dal 7 ottobre 2023 a 46.565, dopo l'aggiunta di 28 vittime nelle ultime 24 ore. Il totale dei feriti è invece salito a 109.660.
Esplosioni si sono verificate in quattro stazioni di servizio nello Yemen, uccidendo 15 persone e ferendone altre 67. Lo riferisce il ministero della Salute, che fa capo agli Houthi, citato da Anadolu. È successo nel governatorato di Al Bayda, nello Yemen meridionale.
Il capo del Comitato per i prigionieri palestinesi Kadora Fares ha dichiarato che, come parte dell'accordo sulla liberazione degli ostaggi israeliani che sta prendendo forma, nella prima fase dell'accordo dovrebbero essere rilasciati più di 3mila detenuti palestinesi. Lo riferisce Ynet. Secondo Fares, saranno liberati anche 200 prigionieri ergastolani palestinesi, minorenni, donne e detenuti malati.
Cinque persone, tra cui un paramedico del campo profughi di Jabalya, sono rimaste uccise in vari attacchi israeliani su Gaza, secondo quanto riporta l'agenzia palesitnese Wafa. Tre palestinesi, tra cui il paramedico, sono stati uccisi ieri sera mentre le forze di occupazione israeliane continuavano a bombardare varie aree della Striscia di Gaza, secondo fonti locali. Il corrispondente di Wafa ha riferito che due delle vittime, insieme a diversi feriti, sono stati trasferiti all'ospedale Al-Awda di Nuseirat in seguito a un attacco di artiglieria delle forze israeliane contro le abitazioni residenziali nei campi profughi di Bureij e Nuseirat, nella Gaza centrale. Nel frattempo, i veicoli militari israeliani hanno continuato a colpire i quartieri a nordovest di Gaza City, dove due palestinesi sono stati uccisi nelle prime ore del mattino.
La polizia ha arrestato almeno due persone durante una protesta antigovernativa tenutasi fuori dall'ingresso del quartier generale dell'Idf a Tel Aviv, dopo che i dimostranti hanno ampiamente ignorato l'ordine di lasciare la strada. Lo riporta il Times of Israel.