L'americano di 24 anni gira il mondo per mostrare sui social le sue bravate nei luoghi più estremi. Ma questa volta l'ha combinata grossa
© Tgcom24
Si chiama Mykhailo Viktorovych Polyakov, ha 24 anni ed è cittadino americano. È stato arrestato dalla polizia indiana in pieno Golfo del Bengala per colpa di una lattina di Coca Cola, Diet Coke per la precisione. O meglio, è stato arrestato per colpa della sua smania di andare in luoghi estremi in giro per il mondo per mostrare sul suo canale YouTube le sue bravate. Solo che questa volta gli è andata male.
Mykhailo Viktorovych Polyakov è accusato di aver visitato senza autorizzazione l’isola di North Sentinel, in pieno Oceano Indiano. Si tratta di uno dei luoghi più sperduti e isolati del Pianeta, nel quale vive la tribù sentinelese. Non contento di aver violato l’isolamento, ha lasciato dietro di sé la lattina e una noce di cocco. Il tutto per mostrare su YouTube come sia facile raggiungere un luogo che, negli anni, è stato teatro anche di reazioni violente da parte degli abitanti dell’isola verso visitatori non graditi.
Polyakov ha pianificato il suo viaggio nei minimi dettagli, studiando le maree e i punti di attracco più agevoli. Peccato che l'accesso all'isola è vietato per legge. Dopo aver soggiornato a Port Blair, capitale delle isole Andamane e Nicobare, il 24enne è salpato il 29 marzo per raggiungere North Sentinel, a circa 40 chilometri di distanza. Attorno alle 10 del mattino, è sbarcato sull’isola, lasciando dietro di sé la lattina e una noce di cocco. La scena è stata notata da alcuni pescatori al largo, che hanno subito avvistato le autorità indiane che hanno giurisdizione sull’isola. Il giovane è stato arrestato e gli sono state sequestrate l’imbarcazione usata per lo sbarco e la GoPro usata per riprendere la scena.
L’isola di North Sentinel è considerata l’isola più isolata del mondo. È grande più o meno quanto l’isola di Manhattan e si trova nell’arcipelago delle Antamane, nel Golfo del Bengala. Legalmente è una divisione amministrativa autonoma dell'India, ma le autorità indiane rispettano il desiderio degli isolani di vivere senza contatti con il mondo esterno e pertanto vige il divieto assoluto di visitare l’area. Anche perché gli abitanti di North Sentinel vivono in isolamento da circa 60 mila anni. Un isolamento che ne mette a repentaglio l’esistenza a ogni contatto con altre persone o qualsiasi oggetto proveniente “dall’esterno” del loro mondo. Che potrebbe portare sull’isola microbi o malattie con le quali la tribù non è mai stata in contatto.
"Le azioni di Polyakov hanno messo a rischio la vita dell’intera tribù sentinelese", spiega Caroline Pearce, direttrice di Survival International, l’organizzazione per i diritti degli indigeni. “Perché loro non hanno immunità alle malattie più diffuse provenienti dall’esterno, fosse anche solo l’influenza, che potrebbe sterminarli completamente”. A Polyakov sarebbe bastato leggere il romanzo di fantascienza La Guerra dei mondi scritto da Herbert George Wells per capire cosa sarebbe potuto succedere. Senza contare che il giovane ha messo a repentaglio anche la propria di vita. I sentinelesi hanno spesso manifestato chiaramente la volontà di evitare gli estranei, anche con la violenza. Nel 2018, per esempio, il missionario evangelico americano di 26 anni John Chau è stato ucciso da una pioggia di frecce mentre cercava di sbarcare a North Sentinel: il suo obiettivo era convertire gli abitanti. La tribù gli legò poi una corda al collo e ne trascinò via il cadavere. I resti del giovane missionario si trovano ancora sull’isola. Come dire, meglio lasciarli isolati i sentinelesi. Per il loro e per il nostro bene.