Ue, il voto alla Commissione von der Leyen II
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Mai così pochi voti: i sì, espressi in forma palese, sono stati 370 (appena 9 sopra la soglia della maggioranza degli aventi diritto), i contrari 282, le astensioni 36. La "Bussola" politica del suo nuovo mandato sarà guidata dal rapporto di Mario Draghi sui "tre pilastri per la Competitività"
Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla nuova Commissione Ue, guidata per la seconda volta da Ursula von der Leyen. Quindi l'Ursula bis passa di misura, mai così pochi voti però (i sì, espressi in forma palese, sono stati 370 (appena 9 sopra la soglia della maggioranza degli aventi diritto), i contrari 282, le astensioni 36. ). "Oggi è un bel giorno per l'Europa perché il voto mostra la tenuta del centro. Sono molto grata per la fiducia espressa dal Parlamento europeo al nuovo collegio".La von der Leyen ha poi aggiunto: "È importante per l'Ue avere costantemente costruito una cooperazione con l'amministrazione Usa. Ho sentito Trump e lavorerò anche per una cooperazione costruttiva negli Stati Uniti. Ma non fatevi illusioni, gli argomenti che sono al centro della discussione, ad esempio la sicurezza e gli investimenti nella difesa, o la competitività e la nostra prosperità in relazione anche ai nostri concorrenti, sono cose che dobbiamo fare. Questa è la nostra responsabilità come Unione europea. Nessuno deve dirci dove c'è bisogno di essere attivi e di cambiare le cose in meglio". L'attacco di Musk: "La Commissione è antidemocratica".
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Von der Leyen ha raccolto ben 31 voti in meno dei 401 incassati a luglio, quando il Parlamento, a scrutinio segreto, le aveva affidato il mandato. Un risultato tanto deludente da stabilire un record negativo: mai nessuno si era trasferito al Berlaymont grazie al sostegno del solo 51,3% dei rappresentanti degli elettori europei.
La nuova Commissione nasce debolissima. Le aperture delle ultime settimane da parte del capo dei popolari Manfred Weber (e della stessa von der Leyen) ai conservatori di Ecr hanno provocato enormi tensioni all'interno della coalizione tradizionalmente europeista, frantumando l'unità dei gruppi: dai socialisti sono arrivati appena 90 sì su 133 votanti, spaccati anche i Verdi - 27 favorevoli e 19 contrari -, sei astenuti si sono contati tra i liberali, per non parlare del no dei 25 popolari spagnoli, contrari alla nomina della socialista Teresa Ribera.
Nel suo intervento, citando il celebre slogan Usa "la libertà non è gratis", von der Leyen ha annunciato investimenti massicci sulla sicurezza e ha promesso che la sua prima iniziativa sarà "adottare una bussola della competitività basata sul rapporto Draghi". Ha confermato che non cambierà rotta sul Green Deal Ue, i cui investimenti saranno prioritari. Più tardi ha ricevuto le congratulazioni del presidente ucraino: "Siamo certi che sotto la guida di questa Commissione europea l'Ucraina raggiungerà il suo obiettivo strategico finale, l'adesione all'Ue", ha postato su X Volodymyr Zelensky. Durante e dopo il dibattito in aula sono emerse le enormi crepe interne che solcano quel poco che rimane della cosiddetta maggioranza Ursula. Nicola Zingaretti, capo delegazione del Pd, ha ricordato che nessuno "ha firmato un assegno in bianco" e che ora la battaglia dei progressisti sarà "difendere la piattaforma programmatica di luglio dagli attacchi delle destre che vogliono distruggere l'Europa" Di contro i meloniani (numeri alla mano decisivi con i loro 24 voti) hanno chiarito che da oggi in poi, per usare le parole di Carlo Fidanza, "non c'è più alcun vincolo di maggioranza". "Il nostro obiettivo - ha aggiunto il capodelegazione FdI - è quello di spostare a destra gli equilibri europei".
Anche secondo Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo dei conservatori, "oggi sono cambiati gli equilibri politici al Parlamento europeo, in generale anche nel Consiglio e quindi inevitabilmente nella Commissione europea. Va dato atto - ha concluso - che il detonatore di questi cambiamenti sia Giorgia Meloni". Compattamente contrari i leghisti nel gruppo dei Patrioti e i Cinque Stelle nel gruppo di Left: "Da von der Leyen - ha attaccato il capodelegazione della Lega, Paolo Borchia - è arrivata un'inascoltabile retorica, un supplizio dei buoni propositi non concretizzati negli ultimi anni". Secondo Gaetano Pedullà, vice capodelegazione del Movimento 5 Stelle, Ursula "si è messa l'elmetto sposando la retorica bellicista e guerrafondaia dimenticando il grido di dolore di chi vive in condizione di povertà".
Elon Musk ha criticato la nuova Commissione europea, definendo l'organismo "antidemocratico". "Questo è antidemocratico. Il Parlamento europeo dovrebbe votare direttamente sulle questioni, non cedere l'autorità alla Commissione europea", ha affermato Musk.