I governanti afghani hanno accettato di rimandare l'uomo negli Stati Uniti in cambio di migliori relazioni con Washington. Consentendo a Trump di sbandierare una nuova "vittoria"
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I talebani hanno liberato l'americano George Glezmann, detenuto da due anni in Afghanistan, permettendo a Donald Trump di ottenere una vittoria diplomatica che potrebbe rimodellare le relazioni degli Stati Uniti con il Paese asiatico. Lo ha riferito il Wall Street Journal. I talebani, secondo due dirigenti americani, hanno accettato di rimandare Glezmann negli Stati Uniti in cambio di migliori relazioni con Washington, rinunciando alla precedente richiesta che gli Usa consegnasse estremisti imprigionati. Il ministro degli Esteri talebano, Amir Khan Muttaqi, ha incontrato a Kabul alcuni funzionari statunitensi, tra cui l'inviato Adam Boehler.
Il rilascio di George Glezmann "è un passo positivo e costruttivo. È anche un promemoria che altri americani sono ancora detenuti in Afghanistan", ha commentato il segretario di Stato Marco Rubio. Il presidente Trump, ha aggiunto, "continuerà il suo instancabile lavoro per liberare tutti gli americani ingiustamente detenuti in tutto il mondo".
George Glezmann è un cittadino statunitense di 66 anni, originario di Atlanta, che è stato imprigionato dai talebani il 5 dicembre 2022. Si trovava in Afghanistan per turismo. Di professione meccanico aereo della Delta Airlines, Glezmann è un appassionato viaggiatore con interessi per l'antropologia e la scoperta di culture diverse. Ha visitato oltre 100 Paesi nel corso della sua vita. L'intelligence dei talebani l'ha arrestato senza accuse formali e senza un giusto processo per oltre due anni, spesso in condizioni difficili, inclusi periodi in una piccola cella sotterranea e in isolamento. Durante la detenzione, la salute dell'uomo è peggiorata anche a causa di una grave malnutrizione. Il 10 ottobre 2023, la Casa Bianca ha definito Glezmann "detenuto ingiustamente", incrementando lo sforzo diplomatico per il suo rilascio.
Dopo più di 832 giorni di detenzione, George Glezmann è stato liberato il 20 marzo 2025 grazie ai negoziati diretti tra Stati Uniti e talebani a Kabul, mediati anche dal Qatar. La liberazione è stata descritta come un "gesto di buona volontà" dei talebani verso il presidente degli Stati Uniti e il popolo americano. Glezmann è quindi partito alla volta degli Usa, accompagnato dall'inviato statunitense per gli ostaggi Adam Boehler. La sua vicenda ha attirato l'attenzione internazionale, con la famiglia e i sostenitori che hanno fatto pressione per il suo rilascio, sottolineando la natura non politica dell'uomo e il suo semplice desiderio di esplorare il mondo. Glezmann è il terzo cittadino statunitense liberato dall'Afghanistan nel 2025, dopo Ryan Corbett e William McKenty, rilasciati a gennaio nell'ambito di uno scambio di prigionieri.