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Ultimo aggiornamento: 5 giorni fa

80esimo anniversario

2 Giugno, Mattarella: "Noi italiani siamo il risultato di tante migrazioni e non ci dispiace affatto"

Nel giorno della Festa della Repubblica, il capo di Stato insiste sull'impegno collettivo nel rispetto della Costituzione. Le celebrazioni a Roma

02 Giu 2026 - 19:37
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Le celebrazioni per il 2 giugno 2026, giorno in cui l'Italia festeggia gli 80 anni della Repubblica, si sono concluse con il sorvolo delle Frecce Tricolori su Roma. Tanti i momenti che hanno segnato questo importante anniversario: dalla parata militare ai Fori Imperiali, nella Capitale, fino allo sfilare dei sindaci d'Italia, banda dei carabinieri, bandiere, gonfaloni e labari. Il tutto, davanti agli occhi del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e delle più alte istituzioni italiane. Il capo dello Stato, in una lettera al capo di Stato maggiore Portolano, ha sottolineato l'impegno alla pace e alla libertà incarnato dall'Italia: "Sono trascorsi ottant'anni da quel 2 giugno del 1946 che segnò il compimento, da parte degli italiani, di un atto di libertà senza precedenti". E, in un'altra occasione, ha fatto riferimento con orgoglio alla storia di incroci di popoli e culture che ha segnato l'Italia: "Noi italiani siamo il risultato di tante migrazioni e non ci dispiace affatto". La premier Giorgia Meloni, su via dei Fori imperiali, si è detta ottimista per il futuro del Paese: "Io credo che questa nazione abbia tutte le carte in regola per essere, se vogliamo, più ambiziosa". 


"Crisi internazionali ve ne sono sempre state, naturalmente, anche nei decenni lontani. La più grave che ricordo bene è quella dei missili sovietici a Cuba. Il mondo è stato davvero sull'orlo della guerra nucleare. Per 48 ore parve che fosse inevitabile. Però a quel tempo, anche nella dura contrapposizione che vi era tra Stati Uniti con l'Alleanza Atlantica da un lato e Russia Sovietica con il Patto di Varsavia dall'altro, ci si parlava e si cercava in ogni modo di evitare la guerra. Vi si riuscì con difficoltà anche in quella occasione. Mi sono chiesto che cosa possa averlo consentito. L'impressione che ho è che allora, pur nella profonda diversità dei regimi, c'era da una parte e dall'altra una certa collegialità. Non c'erano uomini soli al comando". Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo a 'Ne parliamo con il Presidente' su Rai1.


"Per quanto riguarda il multilateralismo, da alcuni anni si sta verificando il tentativo di demolire, rimuovere, accantonare il sistema multilaterale e il diritto internazionale, per sostituirvi il criterio dei rapporti di forza, con un grave ritorno fortemente indietro della storia, come per riconsegnare alla barbarie i rapporti internazionali. Per l'Italia il multilateralismo è indispensabile. La nostra Costituzione, che è improntata alla pace, come lei sa, contiene anche norme che parlano di limiti alla sovranità per la collaborazione internazionale. Per questo siamo fortemente nel fronte che vuole garantire, mantenere e difendere il multilateralismo. Per difenderlo e per farlo prevalere occorre aggiornarlo". Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo a 'Ne parliamo con il Presidente' su Rai1. "Il mondo in questi decenni è fortemente cambiato, con nuovi protagonisti, anche in primo piano, con Paesi diventati protagonisti economicamente, chi culturalmente, chi socialmente. È stato un errore non farlo. Non si è adeguato a queste nuove condizioni. Per difenderlo con efficacia, meglio, occorre aggiornare questo sistema", insiste il Capo dello Stato.


"Noi italiani abbiamo fornito seconde generazioni e quelle successive a molti Paesi d'Europa e delle Americhe. Quindi conosciamo il problema dell'immigrazione, che non è né nuovo né transitorio. È in fondo anche la nostra storia. Dall'emigrazione con le armi in pugno come i Longobardi, che hanno dato nome alla Lombardia, a quella pacifica dopo 1000 anni degli Albanesi nel meridione d'Italia, ai tanti arrivi individuali nel corso del tempo, il nostro popolo è il risultato di tanti apporti. E il risultato finale, questa storia, non ci dispiace affatto, anzi siamo orgogliosi del popolo italiano. Per questo non consideriamo un problema". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante un dialogo con gli under 35, "Ne parliamo con il Presidente", in onda sulle reti Rai in occasione del 2 giugno. "Ci sono giovani - ha aggiunto il presidente - nati nel nostro Paese, nelle nostre città, che hanno l'italiano come lingua madre, che parlano e pensano italiano, che sono nelle nostre scuole, hanno stili di vita italiani nelle letture, nello sport. So bene che vi sono alcuni episodi, alcuni fenomeni di disagio su base etnica, che a volte si esprimono in maniera scomposta, qualche volta con gesti di rifiuto violento, ma sono fenomeni che appartengono alla patologia della società, ben diversi, non vanno confusi. Io sono molto ottimista per il futuro, decisamente ottimista. Sulla base dell'esperienza e perché ho grande fiducia nella solidità dei nostri valori nazionali".


"Ho votato per la prima volta a 22 anni, nel 1963, per eleggere il Parlamento. In quell'occasione, la partecipazione al voto, dei nostri concittadini che si recarono ai seggi per votare, è stata del 93%. Recandomi al seggio, non è che fossi emozionato, ma ero molto compreso. Ero quasi orgoglioso di poter esercitare questo ruolo e di potermi avvalere di questa facoltà. Ero convinto di farlo, anche perché a 22 anni ero già impegnato in un partito politico". Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo a 'Ne parliamo con il Presidente' su Rai1.


"Io credo che il voto da cui è nata la Repubblica, il 2 giugno del '46, possa essere definito il completamento di un percorso storico, quello della unità del nostro Paese, quello che attraverso la liberazione che ha portato a questa prova di maturità democratica che è stato il 2 giugno. Sottolineo queste due parole: unità e maturità democratica, che sono ben raffigurate in quel giorno dal voto finalmente comune delle donne e degli uomini d'Italia. Naturalmente quel voto, quella svolta, quella scelta, quella giornata non è stata la risoluzione di tutti i problemi e le difficoltà che l'Italia aveva di fronte, che erano molte, ma è stato l'avvio di un grande percorso di sviluppo civile, sociale, economico, che ha trasformato un Paese devastato dalla guerra, con una ridotta attività industriale, con una diffusa condizione di scarsa istruzione nel territorio, in un Paese tra i più avanzati tra quelli più sviluppati del mondo. Guardando indietro questa storia, con quello che ne è derivato di crescita dei diritti, di tutela della salute, di difesa del lavoro, di tutela dei territori, di una quantità di avanzamenti nella vita, nella convivenza, si può dire che la Repubblica ha corrisposto a quanto ci si attendeva, alle aspettative che quel voto ha espresso". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante un dialogo con gli under 35, "Ne parliamo con il Presidente", in onda sulle reti Rai in occasione del 2 giugno.


"Guardando indietro questa storia, con quello che ne è derivato di crescita dei diritti, di tutela della salute, di difesa del lavoro, di tutela dei territori, di una quantità di avanzamenti nella vita, nella convivenza, si può dire che la Repubblica ha corrisposto a quanto ci si attendeva, alle aspettative che quel voto ha espresso". Così Sergio Mattarella rispondendo a una delle domande dei giovani nella trasmissione "Ne parliamo con il Presidente", lo speciale Rai in occasione dell'80esimo della Repubblica. "Io credo che il voto da cui è nata la Repubblica, il 2 giugno del '46, possa essere definito il completamento di un percorso storico, quello della unità del nostro Paese, quello che attraverso la liberazione ha portato a questa prova di maturità democratica che è stato il 2 giugno. Sottolineo queste due parole: unità e maturità democratica, che sono ben raffigurate in quel giorno dal voto finalmente comune delle donne e degli uomini d'Italia", ha aggiunto.


La città di Vicenza ha ricordato la nascita della Repubblica e il referendum che la sancì, "una vittoria - ha detto il sindaco Giacomo Possamai - non scontata, ottenuta grazie all'impegno di milioni di italiane e italiani che seppero guardare avanti e traghettare il nostro Paese nel futuro". La celebrazione si è svolta in Piazza dei Signori, lo stesso luogo "dove - ha ricordato i sindaco - abbiamo festeggiato il 25 aprile che permise all'Italia di giungere al 2 giugno, e oggi rendiamo omaggio a chi ci ha consegnato la Libertà e la Democrazia e insieme rinnoviamo il nostro impegno perché quei valori continuino ad essere il fondamento della nostra comunità e della Repubblica" In serata il sindaco Giacomo Possamai rappresenterà Vicenza nella delegazione Anci invitata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'evento "I volti della Repubblica - 80 anni dal Referendum" dalla piazza del Quirinale di Roma con personalità del mondo dello spettacolo, della musica e del teatro


Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha inviato un messaggio al Capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano, per associarsi "alle parole di apprezzamento che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto rivolgere alle donne e agli uomini della Difesa, civili e militari, per la professionalità, la dedizione e il senso del dovere dimostrati nella realizzazione della tradizionale cerimonia ai Fori Imperiali, in occasione dell'80° Anniversario della nascita della Repubblica Italiana". "La ricorrenza del 2 giugno rappresenta uno dei momenti più alti della vita nazionale - scrive Crosetto -. Non è soltanto una celebrazione della nostra storia, ma un'occasione per rinnovare il legame tra le Istituzioni e i cittadini, nel segno dei valori sanciti dalla Costituzione. In questo contesto, le forze armate hanno saputo ancora una volta esprimere, con compostezza, disciplina e spirito di servizio, il significato più autentico del loro ruolo: essere al servizio della Nazione, della sua libertà, della sua sicurezza e delle sue istituzioni democratiche". Per il ministro della Difesa "il riconoscimento del Capo dello Stato assume un valore prezioso perché richiama la missione costituzionale delle forze armate e il contributo che esse offrono ogni giorno alla tutela degli interessi nazionali, alla difesa della pace e alla sicurezza della comunità internazionale. È un tributo che rende onore a tutte le donne e gli uomini della Difesa, in uniforme e in abito civile, che con competenza, sacrificio e senso di responsabilità operano spesso lontano dai riflettori, in Italia e all'estero".


"La tradizionale cerimonia a via dei Fori Imperiali ha unito ancora una volta cittadini e istituzioni nelle manifestazioni per la Festa della Repubblica, nell'ottantesimo anniversario della nascita. Le Forze Armate hanno impeccabilmente espresso lo spirito e le forti motivazioni che ne animano le donne e gli uomini, contribuendo a rappresentare un popolo orgoglioso della propria storia e della propria cultura, e rinnovando, in piena coerenza con il dettato costituzionale, il loro impegno al servizio del Paese e della comunità internazionale". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al ministro della Difesa, Guido Crosetto. "Nella fase storica che il mondo sta attraversando, caratterizzata da ombre e luci, le donne e gli uomini delle Forze Armate della Repubblica confermano la loro vocazione a concorrere alla costruzione della pace e della sicurezza globali, essenziali per la crescita e la protezione dei valori fondamentali della nostra comunità", sottolinea quindi il Capo dello Stato. "In occasione di questa importante ricorrenza, voglia, signor Ministro, far pervenire a tutto il personale civile e militare della Difesa, il ringraziamento per la professionalità e la dedizione manifestate anche nella realizzazione di questo significativo evento", conclude quindi Mattarella.


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Fin dalla cerimonia dell'Altare della Patria, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato accompagnato dalla premier Giorgia Meloni, dal ministro della Difesa Guido Crosetto e dai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa. I quattro occupavano i posti accanto al capo dello Stato nel corso della rivista militare di via dei Fori Imperiali. Presenti diversi esponenti del governo, tra cui Guido Crosetto, Carlo Nordio, Matteo Piantedosi, Andrea Abodi, il vicepremier Antonio Tajani. Assente l'altro vicepremier Matteo Salvini.


La manifestazione ai Fori Imperiali per le celebrazioni del 2 giugno si è conclusa con il tradizionale sorvolo della Frecce tricolori, la Pattuglia acrobatica nazionale, e infine con la resa degli onori finali al presidente della Repubblica. A tracciare la lunga scia tricolore nel cielo di Roma è stato il 313esimo Gruppo addestramento acrobatico dell'Aeronautica militare. In seguito il presidente della Repubblica, a bordo della Lancia Flaminia, ha lasciato il luogo della cerimonia scortato da una formazione a cavallo del reggimento corazzieri.


È iniziata la tradizionale parata militare per il 2 giugno, che si è aperta con gli onori iniziali al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e l'inno nazionale. Dopo il settore di apertura con lo sfilamento dei sindaci d'Italia, banda dei carabinieri, bandiere, gonfaloni e labari, sfileranno 12 settori. Il primo sarà quello dei gruppi sportivi delle forze armate e del personale civile della Difesa; l'ultimo sarà quello dei reparti a cavallo. Seguiranno il sorvolo di elicotteri, il dono al presidente della Repubblica, il lancio del tricolore e gli onori militari. A chiudere la sfilata, come da tradizione, il sorvolo delle Frecce tricolori.


"Io credo che questa nazione abbia tutte le carte in regola per essere, se vogliamo, più ambiziosa". È la sicurezza espressa da Giorgia Meloni parlando su via dei Fori Imperiali prima di raggiungere le tribune da dove, insieme alle altre cariche dello Stato, assisterà alla tradizionale parata militare. "Credo che (l'Italia, ndr) stia dando, nonostante le difficoltà, grande prova di sé e mi piacerebbe per questo che fosse chiaramente una festa di responsabilità ma anche una festa d'orgoglio per tutti gli italiani".


Ottanta membri dei vigili del fuoco hanno srotolato sul Colosseo una grande bandiera della Repubblica italiana, che fa da sfondo ai Fori imperiali in occasione della parata militare del 2 giugno. Si tratta di 2mila metri quadrati di bandiera, pesante 400 chili, larga 50 metri e alta 40. I vigili del fuoco hanno srotolato la bandiera in discesa, in perfetta linea utilizzando la stessa tecnica usata per il soccorso con le corde.


"Abbiamo il dovere di costruire, come da anni stiamo facendo, in silenzio, senza clamori, ma con fiducia, una Difesa credibile, moderna e preparata, per garantire la pace e tutelare i cittadini". È quanto ha scritto il ministro della Difesa Guido Crosetto nel suo messaggio per l'80esimo anniversario della Festa della Repubblica. "È questa la missione delle donne e degli uomini della Difesa, del personale militare e civile, che oggi desidero ringraziare con sincera riconoscenza per ciò che fanno ogni giorno. Per il servizio svolto in Patria e nei teatri internazionali. Per la professionalità, la dedizione e l'umanità con cui rappresentano l'Italia anche nei contesti più difficili. E voglio rivolgere, qui, un pensiero, anche alle loro famiglie, che condividono sacrifici, attese, distanze e preoccupazioni spesso silenziose". 

Crosetto ha quindi ringraziato anche chi ha pagato il prezzo più alto per difendere la nostra libertà: caduti, feriti, chi porta ancora nel corpo e nell'anima i segni del servizio reso alla Nazione. "A loro dobbiamo non soltanto memoria e gratitudine, ma la consapevolezza che la libertà e la pace non sono conquiste definitive. Sono beni preziosi, fragili, che vanno custoditi ogni giorno".


Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio al monumento del Milite ignoto all'Altare della Patria, a Roma. Il capo dello Stato, accompagnato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, ha passato in rassegna il reparto d'onore schierato a Piazza Venezia, e deposto una corona d'alloro davanti al sacello del Milite ignoto. Presenti alla cerimonia i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso. Il momento è stato celebrato dalle note dell'inno nazionale e dal sorvolo delle Frecce tricolori.


"Oggi celebriamo gli ottant’anni della Repubblica Italiana. Una ricorrenza che non rappresenta soltanto una data storica, ma racconta il cammino che gli italiani hanno saputo costruire insieme: con storie di sacrificio, coraggio, unità, solidarietà e impegno, generazione dopo generazione". Queste le parole della premier Giorgia Meloni in occasione della Festa della Repubblica, in un post sui social. "Perché sono certo le grandi storie, ma anche - e forse soprattutto - le piccole scelte quotidiane ad aver fatto dell'Italia la straordinaria Nazione che è oggi. Ottant’anni di Repubblica, di libertà e di partecipazione ci rendono orgogliosi e riconoscenti verso chi ci ha preceduto e ha contribuito a edificare le fondamenta della nostra comunità nazionale. Ma, allo stesso tempo, ci ricordano la responsabilità che ciascuno di noi ha nel custodire e rafforzare ogni giorno questo patrimonio, al servizio della Patria e delle generazioni future". 


"Non celebriamo oggi solamente una ricorrenza storica, ma un momento di alto significato che rinnova l'impegno collettivo all'affermazione, alla tutela e alla piena attuazione dei valori che costituiscono il fulcro della nostra Costituzione, "casa comune" che garantisce la vita della nostra comunità nazionale, i nostri diritti, richiamandoci al contempo ai nostri doveri di solidarietà". Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al capo di Stato Maggiore della difesa, Luciano Portolano, ha ricordato la centralità della Costituzione nel nostro Paese.

"Le difficoltà e i rischi che attraversano oggi la nostra sicurezza e il nostro benessere vanno affrontati con fermezza. Non potrà esservi vera pace fino a quando permarranno focolai di minaccia e non potrà esservi vero benessere se anche soltanto una parte dell'umanità sarà costretta a vivere nella precarietà. L'Italia, con l'Europa, è impegnata nel ripristino del valore delle regole nella vita della comunità internazionale, per uscire da una fase di permanente conflittualità, nell'edificazione di una nuova effettiva sicurezza per tutti i popoli".


"Sono trascorsi ottant'anni da quel 2 giugno del 1946 che segnò il compimento, da parte degli italiani, di un atto di libertà senza precedenti". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Festa della Repubblica in un messaggio inviato al capo di Stato maggiore della difesa, Luciano Portolano. "Con il suffragio universale donne e uomini, insieme per la prima volta, decisero di lasciarsi alle spalle le macerie della guerra e le nefandezze di un regime oppressivo e totalitario, per avviare la ricostruzione di un Paese libero, democratico, repubblicano. Nell'ottantesimo anniversario della Repubblica, onoriamo la memoria dei militari che, con i Gruppi di combattimento, reparti che, con abnegazione e valore combatterono nella Guerra di Liberazione, furono tra i protagonisti della rinascita d'Italia, restituendo alla nazione onore e libertà".

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