"Il riconoscimento è per aver trasformato la mia esperienza in una missione professionale grazie al progetto europeo AInCP - spiega a Tgcom24 prima di salire al Quirinale -. Voglio dare una speranza ai bimbi nati come me con paralisi cerebrale"
di Gabriella Persiani© Archivio privato Giovanni Arras
Un riconoscimento unico e inaspettato, che va a celebrare l'importanza della ricerca scientifica e il suo impatto sulla vita dei bambini con paralisi cerebrale. Il tutto attraverso l'Intelligenza Artificiale al servizio della disabilità. Ecco cosa celebra l'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana che Giovanni Arras, studente ricercatore sardo 29enne dell'università di Pisa, e la professoressa Giuseppina Sgandurra, 49 anni, associata al Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dello stesso ateneo, ricevono al Quirinale da Sergio Mattarella. Ad accompagnarli le rispettive famiglie.
Arras, al secondo anno del dottorato di ricerca a Pisa, grande appassionato di tecnologia, e Sgandurra, figura di riferimento nella neuroriabilitazione infantile, sono, infatti, due dei 31"Esempi Civili" italiani designati, motu proprio, da Mattarella. Difficile tenere a freno l'emozione per il giovane ricercatore, raggiunto al telefono da Tgcom24 prima del ritiro del riconoscimento conferitogli "per il supporto offerto alla ricerca con coinvolgimento e professionalità".
Quando è arrivata la chiamata al Quirinale?
"A inizio febbraio. E' stato un fulmine a ciel sereno - confessa Arras a Tgcom24. - Non è facile ritrovarsi al cospetto del Presidente, mentre da tutta una vita cerco di realizzare un sogno: aiutare più bambini possibili nati come me con paralisi cerebrale. Sento il peso di ciò, ma ne sono fiero. E' parte della mia vita: restituire l'aiuto e l'amore che io stesso ho ricevuto nelle cure".
Come si sente dinanzi a questo traguardo?
"Sono emozionatissimo, ma non considero questo un traguardo. Nato con una paralisi cerebrale, ho sempre affrontato numerose sfide, tra interventi chirurgici e fisioterapia. Nonostante queste difficoltà, ho proseguito gli studi, laureandomi in Filosofia a Pisa e laurea magistrale a Sassari. Ora sono dottorando nel programma nazionale in Intelligenza Artificiale a Pisa e collaboro al progetto europeo Aincp (Artificial Intelligence in Cerebral Palsy), guidato proprio da Sgandurra. Con l'associazione FightTheStroke, supporto i giovani sopravvissuti all'ictus e le loro famiglie".
Ma come è arrivato fin qui?
"La mia esperienza diretta con la disabilità mi ha dato una prospettiva unica sulla ricerca. Quando ho iniziato a lavorare nel campo della riabilitazione tecnologica, ho capito che potevo portare non solo un contributo scientifico, ma anche un punto di vista da paziente, aiutando i malati a essere sempre più indipendenti".
Può spiegare di più?
"Con il progetto europeo AInCP la mia ricerca è focalizzata sull'uso dell'Intelligenza Artificiale per sviluppare strumenti clinici volti a facilitare la diagnosi della paralisi cerebrale infantile e personalizzare i loro percorsi. Scienza e tecnologia, dunque, al servizio della riabilitazione".
Prossimi obiettivi?
"Non mettiamoci limiti, un passo alla volta. Ora vediamo la via, ma non sappiamo come sarà questo percorso che ha dinamiche complesse. Il progresso fa grandi passi in tempi stretti, l'obiettivo è rendere i bambini con queste patologie sempre più sereni, con meno processi di ospedalizzazione".
Sono cittadine e cittadini che si sono distinti per impegno civile, dedizione al bene comune e come testimonianza dei valori repubblicani. In particolare, per attività "volte a favorire il dialogo tra i popoli - si legge sul sito del Quirinale - contrastare la violenza di genere, per un'imprenditoria etica, per un impegno attivo anche in presenza di disabilità, per l'aiuto alle persone detenute in carcere, per la solidarietà, per la scelta di una vita nel volontariato, per attività in favore dell'inclusione sociale, del diritto alla salute e per atti di eroismo".