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Tempo di viaggi d'istruzione per gli studenti, tra prof indisponibili e costi elevati. I numeri di Skuola.net
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Prof accompagnatori che latitano, costi alle stelle, sanzioni disciplinari contro gli studenti turbolenti ma anche giovani che non hanno poi così tanta voglia di stare con i propri coetanei. Così - dalle scuole medie alle superiori - i viaggi d'istruzione somigliano sempre di più a un lusso per pochi, speso soprattutto entro i confini dello Stivale. La gita "tipo", con pernotto fuori, costa 424 euro a studente (+5% in un anno), dura 4 giorni e si svolge principalmente in Italia, dove svettano città d'arte come Napoli, Firenze e Palermo. Le mete estere preferite sono Atene, Dublino e Praga. Si viaggia principalmente il pullman, cresce la crociera.
L'Osservatorio di Skuola.net
A rivelarlo è l’edizione 2025 dell’Osservatorio sulle gite scolastiche di Skuola.net, che ha interpellato 3.000 giovani delle scuole di secondo grado. Confermando un trend ormai stabile dal post pandemia - quando le gite sono riprese dopo due anni di stop - che vede la quota degli alunni che resta a casa e i motivi che spingono le scuole a non organizzare il viaggio d’istruzione sostanzialmente i medesimi.
Anche quest’anno, infatti, circa uno studente su due dovrà rinunciare al viaggio d’istruzione di più giorni. Il 29% ha già ricevuto comunicazione da parte della scuola che non si partirà, mentre l’11% è ancora in attesa di ricevere indicazioni; un silenzio che a questo punto dell’anno è una pietra tombale.
Qualcuno si defila volontariamente
Ma c’è poi chi - un non trascurabile 7% - vedrà i propri compagni andare e, sorprendentemente, tra chi resta la motivazione principale, in un caso su due, è la mancanza di desiderio nello stare qualche giorno fuori casa a contatto giorno e notte con prof e coetanei. Un trend che già si rilevava prima della pandemia e che oggi è diventato decisamente dominante. Seguito, chiaramente, dalle motivazioni economiche, che hanno spinto a mollare un terzo dei rinunciatari “volontari”.
In più, per circa un quarto dei "delusi" non è prevista nemmeno la tradizionale gita fuori porta di un giorno. A cui si aggiunge una quota - pari a circa uno su tre - di sognatori che aspettano che il proprio istituto ne pianifichi una entro la fine delle lezioni.
Cosa impedisce agli studenti di partire?
Tornando all’indagine, tra i principali ostacoli alla partenza, al primo posto figura nuovamente l’indisponibilità dei professori ad accompagnare le classi in gita: un problema comune per quattro studenti su dieci. C’è poi un buon 18% che sostiene come i costi dei trasporti e delle sistemazioni per il pernotto, in alcuni casi proibitivi, abbiano spinto la propria scuola a non organizzare affatto la trasferta, visto il rischio concreto che dopo aver messo in moto la macchina molte famiglie non avrebbero poi aderito.
A tal proposito, anche laddove è stato organizzato un viaggio di istruzione, circa uno su dieci è poi rimasto a bocca asciutta perché non si è raggiunto il numero minimo di partecipanti.
Infine, sul quadro complessivo, continuano a pesare i motivi disciplinari, ulteriormente evidenziati dal nuovo approccio alla condotta scolastica. Non a caso, il 14% ha rivelato di non partire a causa della condotta della sua classe.
Insomma, il tanto temuto codice degli appalti - che quest’anno imponeva l’indizione di gare pubbliche per trovare un fornitore per i viaggi d’istruzione quando la spesa complessiva dell’istituto superava i 140.000 euro - non sembra aver influito più di tanto sulla defezione della scuola di appartenenza: viene indicato come motivazione della mancata organizzazione di una gita solo nell’1% dei casi.
Tirando le somme, dunque, tra chi afferma di essere in procinto di partire (33%) e chi è già partito (20%), appena la metà (poco più) parteciperà al viaggio d’istruzione. E, anche per un terzo di questi, è stato decisivo il fattore economico.
Alla fine, però, come si muoveranno gli studenti più fortunati? A riprova di quanto appena detto, a prescindere dalla meta del viaggio - oltre due su tre resteranno in Italia, mentre la parte restante (35%) oltrepasserà i confini nazionali -, nell’organizzazione del soggiorno la metà delle volte (50%) ci si è orientati verso tutte quelle località che potevano garantire un certo tipo di risparmio, tentando di ammortizzare i vari costi.
L'identikit della gita "tipo": durata, costo, trasporti
Caro-prezzi che incide per ovvie ragioni anche sulla durata del viaggio. Anche per questo, il 40% degli studenti sarà impegnato nel viaggio d’istruzione fino a un massimo tre giorni. Poco meno di un quarto allungherà la permanenza a quattro giorni, appena il 10% sarà lontano da casa tutta la settimana. A conti fatti, la durata media di un viaggio di istruzione si attesta attorno ai quattro giorni.
Il budget di spesa medio? Stiamo parlando di una cifra nell’ordine dei 424 euro, con un aumento del 5% rispetto allo scorso anno. Il range di spesa più diffuso - per il 42% dei partenti - è leggermente inferiore e si attesta tra i 200 e i 400 euro. Ma il 45% ha dovuto mettere in conto cifre superiori.
Con queste premesse, non stupisce certo che il pullman sia di gran lunga il mezzo di trasporto preferito per raggiungere la destinazione prescelta (53%), marginalizzando l’aereo (25%) e il treno (13%).
La bassa stagione crocieristica in alcuni momenti dell’anno scolastico sta favorendo anche la diffusione delle navi, nel duplice ruolo di vettore-alloggio degli studenti: un fenomeno piccolo (relegato al 2% dei partenti) ma che rispetto all’anno scorso ha visto raddoppiare i suoi volumi.
Le mete più gettonate? Le città d’arte e, più in generale, tutti quei luoghi che trasudano storia e arte. Gli istituti scolastici che non hanno dovuto arrangiarsi per questioni economiche hanno, infatti, optato per tutte quelle località in grado di offrire spunti da un punto di vista culturale.
All’estero ecco, quindi, svettare Atene e Barcellona, seguite da Praga e Parigi, con una menzione speciale per Dublino, città che ispirò la celebre opera di James Joyce, dal titolo ‘The Dubliners’.
Le mete preferite
E chi rimane in Italia? Anche qui l’arte la fa da padrona, con Firenze, Napoli e Palermo in cima alle destinazioni preferite dalle scuole. Roma e Milano, invece, restano ai piedi del podio, forse perché tra Giubileo e turismo di massa non sono poi così a buon mercato.
In alternativa, ci si muove tra le località di mare o di montagna, o verso città meno turistiche - sempre per questioni di budget - come testimonia il 24% degli studenti.