A TEATRO A MILANO

Al Carcano un tuffo dolceamaro nella Roma fascista: Paola Minaccioni in scena è "Elena la matta", antieroina nel ghetto ebraico

L'attrice interpreta un personaggio realmente vissuto nell'Italia di Mussolini per raccontare una storia di libertà e di femminismo, di ribellione alle ingiustizie e di anticonformismo

26 Feb 2025 - 09:23
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Donna, povera, separata dal marito, ebrea nella Roma fascista. Ha questi tratti "Elena, la matta" a cui dà il volto Paola Minaccioni nello spettacolo che va in scena da giovedì 27 febbraio a domenica 2 marzo al teatro Carcano di Milano. Con la regia di Gianluca Nicoletti, una delle attrici preferite di Ferzan Ozpetek porta in scena Elena Di Porto, la "pazza" del ghetto ebraico nell'Italia del fascio, per raccontare una storia tutta al femminile di ribellione alle ingiustizie, di speranza e di solidarietà.

Da Paola a Elena, la Minaccioni in scena al Carcano nei panni della "matta"

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Nell'Italia delle leggi razziali

 La protagonista ci fa fare un tuffo nell'Italia delle leggi razziali e della paura delle camicie nere riproponendoci la vicenda della protagonista, raccontata nel libro "Elena, la matta di Piazza Giudia" di Gaetano Petraglia e traendo spunto anche da altre testimonianze, come le memorie di Settimia Spizzichino, unica sopravvissuta al rastrellamento del Ghetto. 

Nota come "la matta"

  Elena che era nota come "la matta" perché, appunto, così era stata dichiarata dal regime. Ma lei matta non era affatto. Profondamente anticonformista, separata dal marito, indipendente, antifascista convinta, la Di Porto combatteva per gli emarginati, ma era anche soggetta a frequenti crisi di rabbia davanti a soprusi e ingiustizie, e per questo venne rinchiusa più volte a Santa Maria della Pietà, un ospedale psichiatrico. 

Contro la dittatura e contro la persecuzione

 E' così che questa donna, forte e fragile al tempo stesso, si schiera contro la dittatura e la persecuzione razziale, fa la guerra alle squadracce fasciste e viene confinata in Basilicata per poi tornare a Roma e tentare di dare il suo contributo alla resistenza durante l'occupazione nazista della Capitale fino al rastrellamento del 16 ottobre 1943. 

"Sento Elena dentro di me"

 "Ho voluto raccontare questa storia per dar vita di nuovo a Elena perché la sento dentro di me come fosse una sorella - racconta la protagonista unica dello spettacolo -. Una donna alla quale ispirarsi ogni giorno, una storia di libertà che spero commuova il pubblico come ha commosso me". Quella che vedremo sul palco del teatro milanese è una figura sicura, decisa, forte, fuori dagli schemi e profondamente provata, ma non piegata, dalle angherie del regime fascista. Per un viaggio tra storia, emozione e ironia, in cui l'istrionica attrice romana cercherà di accompagnarci in una serata nel segno dell'amarezza e della riflessione, ma anche di una insondabile nostalgia. 

Elena, la matta
con Paola Minaccioni
drammaturgia Elisabetta Fiorito
regia Giancarlo Nicoletti
liberamente ispirato al libro di Gaetano Petraglia "La matta di piazza Giudia", edito da Giuntina
con i musicisti Valerio Guaraldi e Claudio Giusti
musiche Valerio Guaraldi
scene Alessandro Chiti
costumi Giulia Pagliarulo
disegno luci Gerardo Buzzanca
produzione Altra Scena & Goldenart Production
photo Guglielmo Verrenti
con il patrocionio della Fondazione Museo della Shoah

Al Teatro Carcano: 27-28 febbraio ore 19:30, 1 marzo ore 20:30, 2 marzo ore 16:30

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