La band festeggia i 25 anni con un nuovo album e una serie di eventi live, tra cui un festival a giugno
di Luca Freddi© Ufficio stampa
Un immaginario ispirato alla California degli anni 60 percorre il ritorno dei Baustelle. La band composta da Francesco Bianconi, Claudio Brasini e Rachele Bastreghi pubblica il 4 aprile il decimo album "El Galactico", che sintetizza in modo contemporaneo le atmosfere folk-rock scintillanti e lisergiche di quell’epoca dorata. Il lavoro segna il loro ritorno, dopo l’ultimo progetto discografico "Elvis", pubblicato nel 2023, con il quale la band aveva marcato il ritorno alla loro essenza rock, senza rinunciare all’esplorazione di sound a loro inedito fatto di strutture blues, soul, rock and roll e boogie. Il 2025 coincide anche con i 25 anni della formazione. Anniversario che sarà festeggiato con un festival, due date speciali a dicembre, affiancate al tour estivo di presentazione del disco. A Tgcom24, Bianconi ha raccontato la genesi di questo nuovo lavoro e questo anno che li vede assoluti protagonisti.
Tra gli appuntamenti in programma per i Baustelle c'è l’El Galactico festival, un evento unico per celebrare la loro storia e la loro evoluzione artistica, con un cast d’eccezione e una scaletta irripetibile per ciascuna giornata. L’1 giugno (già sold out) saliranno sul palco dell'Anfiteatro Ernesto de Pascale a Firenze Emma Nolde, Neoprimitivi, Matteo Bordone & Daniela Collu con un podcast live e infine Pierpaolo De Sanctis (Four Flies Records dj set). Il 2 giugno invece saranno presenti Marta Del Grandi, i Delicatoni, Stefano Nazzi, con una speciale puntata di "Indagini", e il dj set di Bassolino. Il palinsesto è stato pensato per respirare l’essenza del gruppo.
A seguire, i Baustelle calcheranno i palchi dei festival italiani con El Galactico Summer Live, per un totale di 10 date. Il tour partirà il 24 giugno da Bologna (Sequoie Music Park) per toccare poi Perugia (L’Umbria Che Spacca, 2 luglio), Genova (Balena Festival, 4 luglio), Sesto al Reghena (Sexto ‘Nplugged, 6 luglio), Collegno (Flowers Festival, 8 luglio), Sarzana (Moonland Festival, 18 luglio), Locorotondo (Locus Festival, 10 agosto), Roccella Jonica (Teatro al Castello, 12 agosto), Palermo (Dream Pop Fest, 16 agosto) e si concluderà il 5 settembre a Bellaria Igea Marina (Beky Bay). Il gran finale arriverà a dicembre con Pala 25, due eventi speciali nei palazzetti: il 5 dicembre a Roma (Palazzo dello Sport) e il 12 dicembre a Milano (Unipol Forum).
Partiamo dal titolo, com'è nato? E da dove vengono i riferimenti sonori dell'album
Il titolo è nato dalla scoperta di questo posto che fa tacos a Milano: si chiama "El Galactico", che non conoscevo, ed è stata una scoperta. Una sera ero dalle parti di Via Padova/Gorla e passando con la macchina mi è apparsa questa insegna. E mi si è accesa anche la lampadina perché mi sembrava un posto in Messico, ma che poteva essere anche in California. E ho pensato che potesse essere un buon titolo. E da lampadina a lampadina, mi ha acceso questa visione ancora prima di scrivere le canzoni. E quindi mi è nato in testa il film del disco prima ancora del disco vero. Ed era un film fatto in un posto immaginario a Los Angeles, in un determinato periodo storico compreso tra 1965-1966 e mezzo 1967, in cui sono usciti dei dischi molto caratterizzanti e iconici come il primo dei Byrds, quello dei Doors, "Pet sounds" dei Beach Boys, i Mamas and Papas, Buffalo Springfield: tutta una sorta di suono molto caratteristico e scintillante, in accordo con il sole e quella vibrazione. Mescolava varie cose, l'entusiasmo degli anni sessanta, il voler essere in una band, e in California. E tutta queste cose ci hanno fatto pensare a quanto sarebbe stato bello riuscire a trasferire questo sentimento e suono dentro a un nostro disco. Anche perché forse è una cosa che noi non abbiam mai avuto in tutta la carriera, l'essere così indirizzati verso quel tipo di reference sonora. Siamo sempre stati più appassionati, anche per questioni personali, a un altro decennio, gli anni settanta. O perlomeno siamo riusciti naturalmente a trasferire nella nostra musica più quegli anni. Sul lato pratico, sulla scia di questo immaginario film poi abbiamo cominciato a scrivere le canzoni, pensando a questa specie di linea guida. Nel nostro caso avere dei linee guida ci aiuta e a volte ci semplifica il lavoro.
È venuto scintillante, l'album
Sì, Io lo trovo anch'io scintillante, carico, pimpante. In effetti è un trasferimento di un po' di quello spirito e di quel suono lì nel contemporaneo.
Come sarà il vostro festival invece?
E' un progetto che ci entusiasma. E' un festivalino che ci siamo inventati a Firenze. Sono due giorni e ci sono due concerti nostri diversi con ospiti all'interno. Prima di noi ci sono band e artisti che abbiamo selezionato noi che dovevano essere abbastanza emergenti e giovani e che avessero in comune con noi un certo spirito quello stesso che animava i Baustelle agli inizi. Abbiamo formato questo cast arricchito anche di una parte di parlato. È un modo per non celebrare niente se non la nostra rivendicazione dell'essere parte di una musica non uguale per forza a tutto il resto della musica, quella che ancora ha senso suonata dal vivo, con un tipo di canzoni fatte in un certo modo, e che non ha paura di parlare di certi temi e di affrontarli in un determinato modo.
In che modo saranno diversi i vostri due live?
I nostri due concerti avranno una scaletta completamente diversa dall'altra, con ospiti segreti che poi annunceremo e a cui faremo da backing band durante delle cover.
Quest'anno i Baustelle compiono venticinque anni e ci sono un po' di festeggiamenti, tempo di bilanci?
Sono le nozze d'argento. Ma fa troppo decadente. Preferisco pensarlo come il compleanno quando festeggi i venticinque anni. Per forza viene inevitabile pensare ai bilanci. Mi sembra in attivo, nel senso che sono contento che abbiamo fatto quasi tutto quello che c'era da fare. Quindi continuiamo a porci nuovi obiettivi, nuove sfide.
E poi farete a dicembre queste due date speciali
Esatto, quello è il vero compleanno. Alla fine ci saranno queste due date nei palazzetti e sarà un po' una festa conclusiva dell'anno. Potremmo anche spegnere le candeline...