parla l'esperta

"Senza educazione finanziaria la democrazia è a rischio: saper gestire i soldi è oggi importante come leggere e scrivere"

La docente di Stanford Annamaria Lusardi presenta il suo volume "Il sapere che conta" all'Università Cattolica. Italia rimandata: "Siamo il fanalino di coda sia per le conoscenze degli adulti sia dei giovani"

di Giuliana Grimaldi
27 Mar 2025 - 09:17
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© Ufficio stampa  | Credits Nanni Fontana.
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Ogni giorno prendiamo decisioni che influenzano il nostro benessere finanziario, eppure la finanza rimane per molti un argomento astratto o troppo complesso. È questa la riflessione centrale di "Il sapere che conta", il libro di Annamaria Lusardi, economista di fama mondiale e docente italiana di Finanza alla Stanford University, presentato all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

L'autrice ha illustrato il suo approccio pratico all'alfabetizzazione finanziaria, tema al quale dedica il suo impegno da oltre vent'anni. La tavola rotonda, aperta dai saluti del rettore Elena Beccalli, ha visto la partecipazione di docenti dell'ateneo provenienti da diversi ambiti disciplinari: Alberto Banfi, che ha moderato il dibattito, Gian Paolo Clemente, Mariagrazia Fanchi e Antonella Marchetti.

"Il sapere che conta" (Mondadori, 240 pagine, 19 euro) si propone come una guida accessibile per aiutare lettori di ogni età a comprendere i concetti fondamentali della finanza personale. Con un linguaggio chiaro e diretto, Lusardi affronta temi cruciali come il risparmio, gli investimenti, l'inflazione, i tassi d'interesse e i debiti, distinguendo tra quelli vantaggiosi e quelli svantaggiosi.

Il volume parte da una domanda essenziale: "Quale futuro voglio costruire?" Da qui, l'autrice accompagna il lettore in un percorso di consapevolezza finanziaria, fornendo esempi concreti e casi pratici per aiutare a prendere decisioni informate. Particolare attenzione viene data al fattore tempo, definito come "il nostro più potente alleato" nelle strategie di investimento e risparmio.

Lusardi sottolinea ripetutamente nel libro che non esistono formule magiche per la gestione del denaro, ma che ogni scelta comporta rischi oltre che opportunità. Il messaggio principale resta che solo la conoscenza ci aiuta davvero a "mettere i soldi in tasca", come spiega nel testo.

Professoressa Lusardi, cosa l'ha spinta a scrivere questo libro?
Ho dedicato oltre vent'anni allo studio dell'alfabetizzazione finanziaria e ho notato quanto sia diffusa la mancanza di competenze in questo ambito. Molte persone si sentono intimidite dalla finanza e la considerano un argomento per specialisti. Volevo creare uno strumento accessibile che potesse aiutare chiunque a fare scelte finanziarie più consapevoli, indipendentemente dall'età o dal background.

Quali sono i concetti finanziari essenziali che tutti dovremmo conoscere?
I principi fondamentali alla base di ogni decisione finanziaria sono pochi; nel libro io mi concentro sul tasso di interesse composto, l'inflazione, la diversificazione del rischio, la relazione tra rischio e rendimento. In finanza non bisogna essere dei grandi esperti o dei piccoli Warren Buffett. Come in ogni materia, queste conoscenze di base ci forniscono la capacità di saperci muovere in un mondo finanziario sempre più complicato.

Come è cambiato il nostro rapporto con il denaro nell'era in cui è diventato per lo più virtuale?
Abito nella Silicon Valley e posso dire che sicuramente ci sono tante opportunità, ma come studiosa di educazione finanziaria credo anche che ci siano tanti rischi. Se la moneta diventa invisibile, se con un clic posso trasferire somme di denaro, ancora di più devo avere una conoscenza finanziaria. Pensiamo alla facilità di fare pagamenti o alle nuove invenzioni come 'buy now, pay later' (compra ora, paga dopo). Quando la moneta diventa invisibile, potrebbe sfuggirmi di mano quanto effettivamente ho speso. La digitalizzazione porta tante opportunità, ma dobbiamo avere una conoscenza finanziaria di base per utilizzare la tecnologia a nostro vantaggio invece che a vantaggio delle aziende.

Nel suo libro parla di debiti vantaggiosi e svantaggiosi. Può spiegare meglio questa distinzione?
I debiti vantaggiosi sono quelli che ci permettono di investire nel nostro futuro o di acquisire beni che nel tempo possono aumentare di valore. Per esempio, un prestito per l'istruzione può aumentare le nostre prospettive di guadagno, mentre un mutuo può permetterci di acquistare una casa che potrebbe apprezzarsi. I debiti svantaggiosi, invece, sono quelli contratti per acquistare beni che si deprezzano rapidamente o per finanziare spese correnti quando non si hanno risorse sufficienti.

Ha notato differenze nelle competenze finanziarie tra uomini e donne?
Esistono differenze di genere praticamente in tutti i Paesi del mondo. In Italia non solo è molto grande questa differenza tra gli adulti, ma siamo uno dei pochi Paesi in cui le differenze di genere iniziano già a formarsi sui banchi di scuola. È un grande divario di cui dobbiamo occuparci, perché le donne sono una grande percentuale della popolazione. Questa mancanza di conoscenza finanziaria può letteralmente non solo lasciarle indietro, ma anche influire sulla loro indipendenza e sul loro benessere finanziario.

Qual è il consiglio più importante per chi vuole migliorare la propria situazione finanziaria oggi?
La conoscenza finanziaria ci aiuta innanzitutto a gestire le nostre finanze e a occuparci della nostra situazione finanziaria. Vorrei parlare di salute finanziaria, cioè di prendere decisioni che ci facciano stare bene, a prescindere anche solo dagli investimenti. La conoscenza finanziaria ci aiuta per esempio a pianificare le nostre spese, a porci obiettivi di risparmio o di programmazione per il futuro. Non significa solo parlare di investimenti. Ricordiamoci che la situazione economica è cambiata: mentre nel passato alcune attività rendevano buoni tassi di interesse, quando i tassi sono scesi vicino allo zero anche gli investimenti in titoli di Stato non avevano un grande rendimento. Anche la casa non è sempre il migliore investimento.

Come può l'alfabetizzazione finanziaria contribuire a ridurre le disuguaglianze economiche?
L'educazione finanziaria serve non solo all'individuo ma anche alla collettività. Molto spesso gli errori, se fatti da tanti, ricadono anche sugli altri e siamo chiamati a pagare per chi non ha fatto buone scelte finanziarie. In un mondo con tante opportunità di investimento, chi non ha conoscenza rischia di restare indietro. Credo che ci sia un grande effetto delle conoscenze finanziarie sulla crescita dell'economia e, oserei dire, anche sulla preservazione della nostra democrazia. Spesso siamo chiamati a votare su questioni di cui non comprendiamo le conseguenze finanziarie ed economiche, ed è importante avere queste informazioni per essere cittadini informati.

C'è un messaggio particolare che vorrebbe condividere con i lettori italiani?
Ho scritto questo libro affinché possa essere utilizzato nelle scuole. Da poco è stata approvata una legge che permette di avere l'educazione finanziaria a scuola a partire dalle elementari. Proprio perché è una materia nuova, gli insegnanti non sono ancora formati e gli studenti possono ritenere questo argomento particolarmente complesso. Una delle ragioni per cui ho scritto questo libro è per aiutare gli insegnanti e gli studenti. È un libro dedicato ai giovani, basato sui dati e la ricerca, ma scritto in modo molto semplice. Spero possa essere un supporto per l'educazione finanziaria a scuola, perché come dico sempre, l'educazione finanziaria oggi è come saper leggere e scrivere: ci aiuta a capire il mondo intorno a noi, ci aiuta a partecipare alla società, ci aiuta a decidere bene e a vivere meglio.

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