© Ente del Turismo | Carnevale di Bagolino - Visit Brescia
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Da Bagolino a Cento, ecco alcuni Carnevali imperdibili, fra antiche tradizioni e carri spettacolari
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Il Carnevale, secondo alcuni gli studiosi, ha le sue radici nelle feste dionisiache dell’antica Grecia, secondo altri nei Saturnalia, feste propiziatorie in uso nell'Antica Roma che prevedevano tra l'altro il ribaltamento delle consuetudini, tanto che per un giorno, gli schiavi assumevano il ruolo di padroni. Comunque, eventi liberatori e trasgressivi dell’ordine costituito. Per tradizione più che millenaria il Carnevale è rovesciamento delle gerarchie, una certa libertà di costumi, grasse libagioni, travestimento che - complice la maschera sul viso - permette trasgressioni e cose in altri momenti dell'anno proibite. Una festa ancor oggi sentitissima da grandi e piccoli, che viene celebrata da Nord a Sud della penisola, dalle città ai borghi più remoti. Un periodo di “impazzimento”, a cui la Quaresima pone inesorabilmente fine.
A BAGOLINO I GIOIELLI DI FAMIGLIA CUCITI SUI COPRICAPI - Fra i monti della Valle Sabbia, in provincia di Brescia, il Carnevale di Bagolino, fra i più antichi e suggestivi dell'arco alpino, si svolge con riti immutati da secoli, il lunedì e il martedì che precedono la Quaresima (quest'anno il 3 e 4 marzo). Seguendo un rituale che risale al XVI sec, è un tripudio di musiche, balli, ritualità in cui è coinvolto l’intero paese. Tipici i costumi: neri ed eleganti per ballerini e i suonatori, che portano in testa scenografici copricapi di velluto rosso decorati con nastri dove sono cuciti i gioielli di famiglia. Antiche e semplici vesti della gente di montagna, con lunghe gonne e scialli tessuti a mano tramandati di generazione in generazione, per le altre maschere, che calzano zoccoli di legno: raffigurano la realtà contadina e si aggirano per le strade in modo goffo e bizzarro, canzonando chiunque incontrino sul cammino. Tutti hanno il volto è coperto da una maschera, perché (come era nell'originario spirito del Carnevale, momento di trasgressione, legato ai riti della rinascita della terra e della vita) non si devono riconoscere né i lineamenti, né il sesso delle persone. Le musiche (uniche nel loro genere fra quelle popolari del Nord Italia) sono di probabile origine tedesca o austriaca e sono suonate da gruppi composti da archi con l’aggiunta di chitarre. www.bagolinoinfo.it
A SCHIGNANO IL CARNEVALE DELLA TRADIZIONE E DELL’ANARCHIA - Nel pittoresco scenario della Valle Intelvi, a pochi passi dal Lago di Como, il Carnevale di Schignano, con le sue maschere scolpite a mano, il folklore che affonda le radici nei secoli e un’atmosfera unica che coinvolge residenti e visitatori, è un mix di storia, satira e cultura popolare e offre uno spaccato autentico di una comunità che ancora oggi mantiene vive le proprie tradizioni. I suoi giorni clou sono l’1 e il 4 marzo. Il Carnevale non è una semplice sfilata, ma una sfida tra opposti, una messa in scena senza copione dove le maschere, scolpite a mano dagli artigiani locali, raccontano storie di emigrazione, contrasti sociali e ironia popolare. Protagonisti assoluti sono i Bej e i Brut. I primi, ricchi e vanitosi, sfilano con abiti eleganti, cappelli decorati e campane di bronzo dal suono armonioso. I Brut, al contrario, vestiti di stracci e coperti di fuliggine, portano campane stonate e si muovono in modo goffo e frenetico, tra corse, soste sfinite e scherzi irriverenti che coinvolgono il pubblico. Accanto a loro compaiono altre figure emblematiche: i Sapeur, guardiani silenziosi avvolti in pelli di pecora con il volto annerito, e la Ciocia, l’unico personaggio parlante, che con ironia denuncia le ingiustizie sociali in dialetto locale. Ma il vero simbolo della festa è il Carlisep, il fantoccio che impersona il Carnevale stesso. Dopo giorni trascorsi appeso in piazza, il Martedì Grasso viene portato in processione tra inseguimenti e fughe simboliche, fino al rogo finale che segna la fine della festa e l’inizio della Quaresima. Un ultimo atto teatrale in cui i Bej piangono per la fine del Carnevale e i Brut esultano, celebrando il capovolgimento dell’ordine sociale. Sabato 1° marzo in programma la Grande Sfilata delle Maschere Tradizionali, con musica, danze, rappresentazioni improvvisate e stand gastronomici; martedì 4 marzo ci sarà il Gran Finale e il Rogo del Carlisep. www.carnevaledischignano.it
IN VAL GARDENA IL CARNEVALE SUGLI SCI - Tradizioni e sci si mescolano nel Carnevale in Val Gardena. Dal 27 febbraio al 4 marzo una serie di eventi coinvolge grandi e bambini alla scoperta degli usi e costumi locali, come ad esempio il divertente “furto della minestra d’orzo” (“Rube la panicia”) del Giovedì Grasso. In questa occasione la cuoca deve sorvegliare attentamente la sua minestra (una zuppa d'orzo con carne di maiale) perché i piccoli vicini di casa potrebbero intrufolarsi e rubarla. Per ingannare i ladruncoli, la cuoca lascia sul fuoco una pentola piena d’acqua calda in cui cuoce una suola di scarpe (come cita anche la canzone ladina "Ncuei juëbia grassa...."). Chi vuole assaggiare questa rustica prelibatezza, lo può fare il Giovedì Grasso dalle 10:00 alle 12:00 in piazza Municipio a S. Cristina, dove non mancheranno i krapfen di carnevale. Sempre il 27 febbraio, a partire dalle 15:00, si svolge anche la tradizionale sfilata in maschera a Ortisei a cui segue, dalle 17:30 a Selva di Val Gardena, una speciale sfilata in maschera sul tema della musica. Per concludere la giornata, dalle 21:15, di scena il Carnival Ski Show organizzato dalla Scuola Sci & Snowboard Ortisei:il divertimento sarà garantito grazie alle incredibili acrobazie in cui si cimenteranno questi esperti e simpatici professionisti. Per il Martedì Grasso a Selva di Val Gardena si terranno le Olimpiadi di Carnevale per bambini e dalle ore 14:00 l’atteso Carnevale sugli Sci presso la Pista Palmer & Furdenan, a Ortisei, dove tutti sono invitati a sciare mascherati. www.valgardena.it
A SAURIS LA NOTTE DELLE LANTERNE - Unico per la sua storia e le sue tradizioni, il Carnevale di Sauris Carnevale (incantevole borgo fra le montagne della Carnia, in Friuli Venezia Giulia), si distingue per l’uso di maschere in legno e antichi travestimenti. Due i protagonisti, il Rölar e il Kheirar. Il Rölar è una figura magica e demoniaca armata di una scopa che avverte la gente che si prepari per la mascherata. Il suo nome deriva dai “rolelan”, i campanelli che porta legati attorno alla vita e agita in continuazione. La sua faccia e le sue mani sono annerite dalla fuliggine; indossa abiti rozzi ed ha la testa fasciata con un fazzoletto a frange. Con lui c’è il Kheirar, il re delle maschere che orchestra lo svolgimento della festa: il volto celato da una maschera di legno, ha vesti lacere e una scopa in mano, che usa per battere alle porte delle abitazioni in cui vuole entrare. Dopo aver spazzato il pavimento, introduce a turno coppie di maschere che intrecciano antiche danze al suono della fisarmonica. Nel pomeriggio di sabato 1 marzo, le due figure percorrono le vie di Sauris e delle sue frazioni, accompagnate da un corteo di maschere, che possono essere brutte (Schentena schembln) o belle (Scheana schembln): l’importante è che chi vi partecipa sia irriconoscibile e quindi abbia il volto coperto. Le maschere che coprono il volto sono di legno e si rifanno a quelle antiche, di cui sono conservati bellissimi esemplari antichi al Museo di Arti e Tradizioni Popolari di Tolmezzo. Alle 18.30 le maschere si radunano in piazza a Sauris di Sopra per iniziare insieme una camminata notturna nel bosco innevato di circa 3 km al lume delle lanterne (La notte delle lanterne, appunto) accompagnata da musica e sosta con vin brulé e thè. www.sauris.org
CARNEVALI IN CAMPER - L’Italia è piena di carnevali meno noti ma ricchi di fascino, tradizioni bizzarre e sorprese inaspettate, come questi da scoprire in camper suggeriti dall’APC, Associazione Produzione Camper e Caravan. Il camper permette di viaggiare in libertà, di decidere di partire anche all’ultimo minuto alla volta del Carnevale prescelto e di offrire ai bambini uno spazio familiare e confortevole, una sorta di cameretta su quattro ruote sempre a disposizione per giocare. Veramente originale è ad esempio il Carnevale degli Alberi a Satriano di Lucania (1 e 2 marzo) Carnevale di Satriano di Lucania, borgo medievale in provincia di Potenza in Basilicata. Celebra tradizioni antiche e innovazioni ecologiche. Ne sono protagonisti i Rumita, uomini-albero coperti di edera che si muovono silenziosamente per le strade del paese. Accanto a questi insoliti personaggi, il Carnevale di Satriano è animato dalla Zita, un’antica tradizione che vuole gli uomini vestiti da donna e viceversa per celebrare un matrimonio simbolico con scambio dei ruoli. Il tutto con il contorno di concerti, cortei, feste e stand gastronomici con piatti tipici.
A CENTO IL CARNEVALE GEMELLATO CON QUELLO DI RIO - Dedicato alle arti, ai mestieri, alle tradizioni della città, il Carnevale d’Europa di Cento (in provincia di Ferrara) è l’unico al mondo ad essere gemellato con il Carnevale di Rio de Janeiro, il più famoso di tutti i Carnevali. Le sue origini risalgono al 1615. Iniziato domenica 16 febbraio, continuerà nelle domeniche 1, 8 e 16 marzo con le sue grandiose sfilate, le Rievocazioni Storiche nella Rocca e una miriade di eventi che anima l’intera città. Cuore della festa Corso Guercino, nel centro storico di questo bel borgo medievale in Emilia Romagna. A contendersi il titolo di miglior carro 2025 sono gli stupefacenti Giganti di cartapesta, simbolo stesso di questo Carnevale, che sfilano fra balli sfrenati dei figuranti delle Cinque Associazioni carnevalesche in gara: Mazalora, Risveglio, I Ragazzi del Guercino, Toponi e Fantasti100. Piazza Guercino ospita il mastodontico palco principale, dove si alterneranno tantissimi spettacoli e super ospiti. Il pubblico viene travolto da puro divertimento, ma soprattutto dal colore e dall’incessante ritmo di samba del fantastico Gruppo Brasiliano che vivacizza il corso mascherato e il palco. Il Carnevale si chiude il 16 marzo con la proclamazione del carro vincitore e, dopo la sfilata, con la consueta lettura nel piazzale della Rocca del Testamento e Rogo di Tasi (la maschera tradizionale di Cento) e un coinvolgente spettacolo piromusicale. www.carnevalecento.com